Due vie o Tre vie? Questo è il dilemma

14 09 2007

Perchè scegliere l’una o l’altra configurazione? Quali sono i principali aspetti che determinano in sostanza la resa acustica differente? Vediamo di capire meglio come stanno le cose, in modo da poter effettuare la scelta progettuale più corretta con cognizione di causa. Non voglio di certo cominciare l’eterna lotta (così come quella Valvole VS Transistor) anche in questo senso, mi limiterò solamente ad esporre le peculiarità dell’una e dell’altra configurazione. A voi, poi, la scelta…

Il sistema a due vie
Il sistema a due vie è composto da un’unità di riproduzione medio-bassa (mid-woofer o woofer) e da un’unità di riproduzione alta (tweeter). Un sistema così composto è ottimo per i neofiti, i quali devono ancora “farsi” l’orecchio, nonchè prendere dimestichezza con il mondo della riproduzione ad Alta Fedeltà. Sfruttare questo tipo di configurazione presenta inoltre un particolare vantaggio: la rete di filtraggio.
Così come abbiamo spiegato nel capitolo sui crossover, un altoparlante qualsiasi deve essere sempre considerato insieme alla sua rete di taglio. Questo perchè, brevemente (se non avete voglia di leggere l’articolo approfondito) un qualsiasi driver senza filtro non solo non potrà mai suonare bene, ma rischierà pure di rompersi…
In questo caso, quindi, la progettazione di tali circuiti “accessori” risulta piuttosto semplificata, poichè ci basterà solamente implementare:

Passa-alto per il woofer
Passa-basso per il woofer
Passa-alto per il tweeter

Così facendo, con i passa-alto (altrimenti chiamati “HP” dall’inglese “High-Pass”) precludiamo il rischio di rottura dovuto alla sensibilità troppo elevata di frequenze troppo basse; mentre con il passa-basso (”LP”) ci assicuriamo una limitata estensione del woofer, il quale conferirebbe altrimenti una colorazione piuttosto artificiale alla gamma media e medio-alta (a causa anche di rotazione di fase naturale del driver, emissione in asse e fuori asse, break-up, offset, e tante altre variabili che approfondiremo un’altra volta). In poche parole, un’ottimo rapporto qualità/prezzo/prestazioni. Inserisco anche le prestazioni perchè con la stessa cifra a disposizione, posso acquistare del materiale migliore rispetto ad un tre vie (visto che sono richiesti meno componenti). Con questo non voglio di certo intendere qualcosa di strano o di nascosto tra le righe, semplicemente è una considerazione sul famoso “pochi ma buoni”.

D’altro canto, però, vi sono delle piccole lacune in questo tipo di sistema: manca l’altoparlante propriamente dedicato alla riproduzione della gamma media (quella che contiene il maggior numero di contenuti “di segnale” musicale, nonchè quella che il nostro orecchio “sente” meglio, vedi la curva della udibilità). Finchè non ci aspettiamo niente di trascendentale o di estremo, un sistema 2 vie potrà soddisfarci pienamente.
Ma se cominciamo a voler pretendere qualcosa di più, ma molto di più: la rete di filtraggio, l’alloggiamento e l’orientamento dei trasduttori, l’insonorizzazione e tutto quanto ci va dietro, faranno salire proporzionalmente anche la spesa, proprio perchè dobbiamo riuscire ad ovviare al problema della mancanza di gamma media (che non recuperiamo con i soli componenti). Il due vie è quindi ottimo per cominciare, può superare anche un tre vie (ho visto finali italiane ed europee vinte da sistemi woofer e tweeter) ma solo con tantissimo tempo (leggi “denaro”) da dedicargli. Ottimizzare in questo senso un 2 vie è sempre e comunque abbastanza difficoltoso, anche per un altro motivo, molto meno tecnico: siamo sicuri che preferite andare fino in fondo, analizzare scrupolosamente ogni più microscopico dettaglio? O è più facile che il voler un qualcosa di nuovo e di diverso vi portino su un’altra strada? Anche perchè dovreste mettere in cantiere l’idea di tenervi quell’auto per molti anni, dato che la cifra investita non sarebbe più nei componenti “suonanti” ma in tutto ciò che c’è dietro, sopra, sotto e intorno…
Non voglio allarmare nessuno, ma è nella psicologia umana: essere emozionati per ciò che non si ha, esserlo ancora di più quando quel qualcosa sta per arrivare, ma poi, piuttosto che “corrergli dietro” quando qualcosa non va, sento che già mi affascina di più qualcosa d’altro.

In conclusione: se sapete di essere in grado di armarvi di molta (moltissima) pazienza, bene, altrimenti conviene che vi teniate il vostro due vie così com’è, con magari qualche piccolo aggiustamento, ma senza esagerare nella spesa.

Il sistema a tre vie
Abbiamo già capito qualcosa, in virtù dei difetti del sistema precedente, ma voglio anche sottolineare come sia piuttosto complicato far suonare una configurazione di questo tipo. E non sto dicendo di farla “suonare bene”… Se il due vie, abbiamo visto, mostra segni di debolezza SOLO se incominciamo a chiedergli qualcosa di più di quanto non possa fisicamente concederci, un tre vie è più facile riesca a deludere a priori le nostre aspettative. Per un grosso semplicissmo motivo: la rete di filtraggio si complica ulteriormente (avremo da implementare HP woofer, LP woofer, HP midrange, LP midrange, HP tweeter) con tutto ciò che ne consegue a livello di pendenze necessariamente eterogenee, rotazioni di fase, equilibrio timbrico e via dicendo. E’ riduttivo analizzare le carenze in due righe, ma purtroppo se elencassi tutte le questioni relative agli incroci, non sarebbe un semplice articolo di presentazione, ma un trattato approfondito sul comportamento dei fronti di diffusione multivia nonchè sulla percezione della stereofonia.

Conclusioni
In un sistema semplice, abbiamo semplici reti di filtraggio e meno fenomeni psicoacustici ed elettroacustici mineranno la vostra realizzazione. In un sistema complesso, invece, la fatica è esponenzialmente proporzionale alla soddisfazione che riceverete: se siete dei “comuni mortali” con pretese che rientrino nell’umano auspicio, impostate la vostra vettura/abitazione su un sistema due vie. Sarà di sicuro soddisfacente, e sarà anche divertente ed utile capire ed imparare qualcosa di nuovo mettendoci (con cautela) le mani. Se invece volete destinarvi ad un programma di recupero neurologico, fate come facciamo noi pazzi audiofili, ma sappiate che provoca dipendenza.


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Una risposta a “Due vie o Tre vie? Questo è il dilemma”

27 05 2008
Pietro (18:12:00) :

“Se invece volete destinarvi ad un programma di recupero neurologico, fate come facciamo noi pazzi audiofili, ma sappiate che provoca dipendenza”

bella questa…

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