Preamplificatori Hi-End a confronto

1 09 2007

Celestra VApx VS Hss Fidelity DMT4 Anniversario

E’ difficile in poche righe spiegare le differenze tra due prodotti di altissimo livello come questi. Le tipologie di progettazione sono radicalmente opposte (l’eterno confronto tra le valvole e i transistor) e se ricordiamo che si parla di due articoli di due aziende leader praticamente a livello mondiale le cose si fanno ben più complicate… Comunque sia vediamo di insinuarci all’interno dei telai e scoprire cosa si cela dentro, anche per aiutare coloro che hanno intenzione di sostenere una spesa simile, su quale dei due debbano orientarsi.

A livello logico, come già detto, la progettazione è completamente diversa. Da un lato abbiamo un prodotto 1 din di comoda e semplice installazione e molto robusto (il transistor diciamo si ambienta meglio in auto rispetto alla valvola, date le vibrazioni), lo alimentiamo con un bel 12V a massa negativa (bella pulita, neh!, mi raccomando!!!), gli portiamo due RCA di segnale e otteniamo in uscita 3 linee “preamplificate” di altissimo livello (fino a 13 Vrms) e qualità: una a tutto spettro, una filtrata in alto e una filtrata in basso. Proprio così, il VApx, oltre a preamplificare (come se fosse poco) implementa un ottimo crossover con filtri di tipo Bessel (personalmente ho sentito grossi miglioramenti dai soliti Butterworth) regolabili da 40 Hz a 120 Hz con pendenza di attenuazione settata a 12 dB/oct. Questo è uno dei suoi punti di forza, rispetto al rivale a triodi, poichè non necessità (in sistemi ad esempio senza processore) l’installazione di un ulteriore dispositivo di filtraggio elettronico analogico (e sappiamo che meno passaggi facciamo fare al segnale e migliore sarà il risultato finale). Detto questo, non voglio certo ritenere il Celestra un semplice “filtro”, sia chiaro, le sue qualità timbriche sono indiscutibilmente all’altezza dell’aggettivo Hi-end che gli attribuiamo: sono stati impiegati totalmente semiconduttori discreti specifici (jfet e transistor) e non i classici op-amp (amplificatori operazionali), e abbiamo già detto tutto in fatto di timbrica, dinamica e dettaglio.

L’altro concorrente, di filosofia classica, adotta invece un diverso espediente per svolgere la sua funzione: le altisonanti valvole (o triodi termoionici, così fate bella figura al country club). Non mi soffermerò, come annunciato, sul celebrare o disprezzare l’una o l’altra tecnologia, ma solo a considerarne le differenze progettuali: davanti ai nostri occhi appaiono però ora ben due oggetti e non più uno solo. Come mai?
“Purtroppo” le nostre care valvole, a differenza dei transistor, hanno bisogno di una tensione un pelino più alta per funzionare, la cosidetta tensione anodica, non certo nell’ordine dei Volt ma delle centinaia (anche 500…) ed ecco perchè due apparecchiature distinte. In sostanza una è la parte che effettivamente suona e l’altra è il suo motore, in grado appunto di generare tutti i parametri necessari affinchè i triodi possano reagire al segnale che gli stiamo portando.
Si tratta quindi di un dispositivo per coloro che già possiedono un sistema di alto livello, poichè va “semplicemente” installato in serie al segnale (a valle della sorgente e a monte dei finali di amplificazione) e ci penserà poi lui a valvolarizzare (a generare cioè quel calore e quel dettaglio classici della timbrica valvolare). Sarà possibile così mantenere l’indiscussa supremazia a livello di dinamica degli amplificatori a mos-fet o stato solido in genere, potendo però contare su un suono pulito, limpido, corposo ed ampio di una fonte a tubi a vuoto.

Conclusione:
valvole tutta la vita.
Spieghiamo subito il perchè di questa presa di posizione (ovviamente esclusivamente personale). Il fatto è questo: sulla mia auto vi è già installato un impianto di riproduzione di ottimo livello, sorgente Hi-end, processore digitale di elaborazione del suono, amplificatori tra i migliori reperibili, altoparlanti artigianali ecc.ecc.ecc.. Ed è proprio per questo che varo la scelta del triodo, perchè ho già tutto quello che mi serve per ottenere una buona risposta. L’unica cosa che mi manca è quella particolare aria che viene data al brano quando il segnale passa attraverso i tubi del DMT4, un sound che a pelle è qualcosa di assolutamente impressionante. Così, come detto prima, la sorgente mette a disposizione un’informazione analogica ai top, il pre preleva il suono in uscita dalla radio e gli conferisce il classico suono valvolare, il processore elabora digitalmente a 360°, gli ampli a transistor sparano alto con grande velocità e riserva di corrente, ed infine gli altoparlanti appositamente progettati per quello scopo chiudono il sistema svolgendo egregiamente il loro lavoro.
Il pre Celestra, invece, sarebbe “sprecato”, intanto perchè lavorando in triamplificazione anteriore un elevato voltaggio in uscita è deleterio (la divisione del fronte viene effettuata dal processore che male accetta segnali di quel livello) e poi perchè il suo crossover interno (veramente ottimo) non sarebbe utilizzato (dato che appunto l’elaboratore contiene già filtri di ogni tipo, pendenze e frequenze di taglio). Sono veramente due ottimi prodotti, non c’è niente da dire, ma secondo il mio parere personale solo uno dei due trova spazio sia in sistemi già funzionanti (senza sconvolgerne la logica di progettazione) che in sistemi work in progress: il preamplificatore valvolare.

Annunci

Azioni

Information

One response

16 04 2009
Andrea

Salve
a mio giudizio (quale possessore “soddisfattissimo” di un DMT4 anniversario, addirittura pesantemente “upgradato” dalla casa Vicentina, e grande sostenitore della filosofia “Analogica”) mi sento di difendere da un lato il pre celestra, e dall’altro di fare una precisazione sull’inserimento di un pre a valvole su una catena dove è presente un dsp.

il pre celestra, sicuramente è un componente che non è stato progettato (esattamente come l’HSS) per essere preso e messo in una catena già consolidata, bensì per costruirci una catena tutta intorno, da appassionati che non hanno intenzione di aggiungere sul segnale ne crossover elettronici, ne dsp

il secondo (hss) a mio giudzio è invece addirittura TOTALMENTE fuori posto in una catena con un dsp installato a valle…
il posto di un pre valvolare come quello è tra un DAC e un finale, in una catena che predilige una trattazione del del segnale esente da passaggi su dispositivi attivi (catena pure passive).
è assolutamente inutile preamplificare con un DMT4 (uno dei top esistenti al momento) e poi gettare tale segnale analogico “in pasto ad un dsp”, che vi opera sopra nell’ordine.
– una riconversione da analogico a digitale (doppia conversione, assolutamente da evitare, nonchè perdita dei benefici dell’alto voltaggio in uscita)
– una elaborazione digitale del segnale (che spesso passa attraverso componenti anche di fattura scadente)
– una successiva riconversione con il dac interno del dsp (che rende inutile quindi il dac già installato a monte del pre)
– una nuova preamplificazione operata dal pre interno del dsp.
A mio giudizio in una catena come quella citata è totalmente inutile l’inserimento di entrambi i componenti sovracitati, poichè il modo migliore di sfruttare un dsp è antrarci in ottico, il che rende del tutto superflua sia una conversione che una preamplificazione del segnale a monte, richiedendo solamente una buona meccanica di lettura ed un buon sistema di trasporto del segnale digitale (coassiale elettrico o ottico che sia)
sulla mia auto il dmt4 è montato a valle di un dac McIntosh e seguito da una unità ad autotrasformatori (sempre HSS) appositamente studiata per dividere il segnale (ribilanciado l’impedenza) senza doverlo far passare attravero dispositivi elettronici.
da li il segnale viene inviato direttamente ai finali, con unica eccezione di quello del sub, che passa attraverso un crossover elettronico (inutile spreco di potenza filtrare passivamente il sub).
tutto questo per dire che la scelta di installare un pre a valvole impone (a meno che uno non voglia per forza dire di avere le valvole in macchina) a mio giudiziodei vincoli progettuali ben più ferrei e impegnativi (tarare con un dsp è ben più semplice e raprido che con celle passive) che la scelta di un oggetto tipo il celestra, nonchè la piena coscenza che stiamo realizzando un sistema di tipo “Analogico”, con tutti i pro ed i contro che può avere nei confronti di uno prettamente di impostazione “digitale”.
saluti a tutti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: