Hi-fi e Hi-End

4 09 2007

Cosa significano questi acronimi? Spesso ce ne dimentichiamo o li utilizziamo a sproposito, e rischiamo di sminuire o sottovalutare il lavoro di tecnici e progettisti altamente qualificati.
Hi-fi (High-Fidelity) è un termine che nasce nel 1936, quando un’azienda chiamata RCA realizzò la mitica valvola 6L6 utilizzata poi fino ai giorni nostri. Questa valvola era in grado di mantenere una fedeltà di riproduzione notevole rispetto agli standard dell’epoca e di lì a poco cominciarono ad apparire i primi amplificatori di potenza. Il termine iniziò ad essere utilizzato dagli appassionati di musica per indicare quelle apparecchiature per la riproduzione del suono dotate di qualità superiore alla media. Data la diffusione negli anni settanta/ottanta di dispositivi di gestione, elaborazione e riproduzione del suono, vennero stabilite alcune normative alle quali un apparecchio doveva sottostare per ricevere l’appellativo Hi-fi (standard DIN e RIAA). Purtroppo al giorno d’oggi, si sa, i capi saldi, le tradizioni, le istituzioni e tutto ciò a cui ci si poteva attaccare per rimanere a galla hanno subito un processo di svalutazione sociale terribile e così anche il termine Hi-fi sta dilagando a sproposito in campi che con la vera Alta Fedeltà hanno poco o niente a che vedere. Tutti i giorni sentiamo parlare di sorgenti di serie Hi-fi, di lettori DVD Hi-fi dei supermercati, impianti Dolby Surround e di moltro altro ancora. Lo standard è rimasto più o meno quello del tempo, la tecnologia si è evoluta e tutto ciò che una volta era il top ora non lo è più ed è ovviamente anche calato di prezzo. Così è più facile per qualsiasi azienda propinarci un progetto d’annata spacciandolo per quanto di più esoterico possa esistere al mondo nel campo dell’audiofilia. Una volta, dire Alta Fedeltà faceva TREMARE la terra, ed era giusto così, ora sento i ragazzini parlare di “lettori mp3 hi-fi”… No comment

Con il termine Hi-End originariamente si identificava un settore di mercato in cui operavano produttori di sistemi per la riproduzione audio allo stato dell’arte. Considerata espressione massima dell’Hi-Fi, si differenzia da questa principalmente per non avere particolari vincoli di costo nel progetto e ingegnerizzazione dell’apparecchiatura. Intendiamo quindi la fascia alta di mercato, il top dei top della tecnica. L’obiettivo è quello di sviluppare dispositivi che costino quel che costino (proporzionalmente alla qualità, sia inteso) sfruttando la massima espressione della tecnologia a disposizione. In questa nicchia di mercato operano costruttori con filosofie anche molto diverse, dalla produzione artigianale in piccolissima serie fatta interamente a mano, utilizzando materiali inusuali a volte innovativi, alla produzione in serie limitata e magari numerata ed il grado di affidabilità di queste apparecchiature viene spesso considerato tale che alcuni costruttori le garantiscono a vita. Il possessore di prodotti Hi-end è colui che ha bisogno della più assoluta qualità del prodotto o che desidera avere il meglio di quanto disponibile sul mercato in quel dato momento.

Rispettiamone la natura e ponderiamone l’utilizzo, di certi termini. Ogni parola ha il suo significato. Se non abbiamo la conoscenza, non sparliamo tanto per mettere insieme vocaboli, ma imformiamoci, impariamo, studiamo, e potremo arrogarci il diritto di parlare di ciò che vogliamo. Altrimenti è meglio rimanere zitti, in silenzio e ascoltare chi ne sa veramente.


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