La legge di Joule

7 09 2007

Non meno importante della legge di ohm, presentiamo oggi la legge di Joule, colei per la quale è possibile calcolare la potenza elettrica (dissipata, erogata, assorbita, ecc.ecc.ecc.).
La legge in questione, nella sua forma più elementare (non la analizzeremo, nella forma complessa ed integrale) enuncia che:

P = R \cdot I^2


P = Potenza elettrica – espressa in Watt [W]

R = Resistenza – espressa in Ohm [Ω]

I = Intensità di corrente elettrica – espressa in Ampere [A]

Ed ora traduciamola: la potenza elettrica è data dal prodotto tra la resistenza del conduttore di cui vogliamo conoscerne la dissipazione e l’intensità di corrente elettica al quadrato che lo attraversa. Dalla formula scopriamo che potenza e corrente sono direttamente proporzionali (all’aumentare dell’una aumenta anche l’altra). Viene poi esplicitata ripetto ad altre variabili già viste assumendo varie forme, matematicamente analoghe:

P = R \cdot I^2 ma

R = V / I allora

P = (V/I) \cdot I^2 e quindi

P = V \cdot I

Ma è vero anche che

I = V / R allora

P = V \cdot (V/R) e quindi

P = V^2/R

Tutto ciò ci insegna a capire come l’aumento della tensione, su una resistenza costante, aumenti anche la potenza dissipata sulla resistenza stessa ed è quindi plausibile intuire (poichè nella realtà la cosa è leggermente diversa) che se alimento un amplificatore con un valore troppo basso di tensione, questi non potrà di certo erogare la stessa potenza sull’altoparlante rispetto a quando viene alimentato in maniera corretta. Quindi ricordiamoci due cose molto importanti:

– Un amplificatore DEVE essere alimentato in maniera corretta, deve esistere nel sistema una grande riserva di energia a disposizione;

– Un amplificatore di potenza spropositata assorbirà anche una corrente spropositata per funzionare a regime, e quindi da qui al punto precedente.

– Un altoparlante dall’elevata tenuta in potenza necessiterà di adeguata ampiezza di segnale per lavorare a regime

– Un altoparlante dall’elevata tenuta in potenza, è sicuramente più “duro da muovere” di uno dalla tenuta minore, e presenterà anche minor efficienza, se n’è parlato approfonditamente qui, dove si è capito che la tenuta in potenza e il volume che otterrò non sono due parametri in relazione diretta.

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