Regolare il gain

11 09 2007

Come fare? Qual’è la procedura più corretta? Sappiamo che nel mondo della riproduzione non esiste una teoria più giusta collegata ad una pratica più giusta, e che invece tutto il sistema è frutto di un enorme compromesso che comprende svariati parametri. Ad ogni modo, è possibile in alcuni casi, tentare di portare questo compromesso verso il nostro tornaconto, per riuscire a trasformare un equilibrio instabile in stabile.

Storicamente (fondandosi anche su una teoria abbastanza lecita e pertinente) gli installatori (car e domestici) hanno spesso e volentieri utilizzato questa procedura per effettuare una regolazione corretta ed univoca del gain dell’amplificatore:

inserisco il cd con la canzone che preferisci ascoltare “a pieni polmoni”
abbasso al minimo il gain dell’amplificatore
alzo al massimo il volume della sorgente
alzo pian piano il gain dell’amplificatore fino alla saturazione
lo riabbasso un pochino
ed il gioco è fatto!

Tanto semplice quanto ricca di problemi e controindicazioni, questo metodo non tiene in conto di numerosi fattori. Come già introdotto, è impossibile creare una sorta di “tavole della legge” con le quali poter risolvere tutte le problematiche riguardanti la riproduzione, innanzitutto poichè i parametri sono veramente tanti da considerare e da gerarchizzare; in secondo luogo poichè al di là dell’aspetto puramente tecnico di analisi entrano in gioco tutti i fenomeni psicoacustici che regolano in maniera SOGGETTIVA la percezione di ognuno di noi allo stimolo del segnale musicale. Però, come abbiamo già detto, la regolazione dovrebbe essere univoca e quindi, datasheet alla mano, selezionare il gain dell’ampli in base al valore in tensione dell’uscita pre-out. Ma anche questo sistema presenterebbe dei grossi limiti, sopratutto se il numero di finali fosse più di uno (ed ognuno con le proprie caratteristiche).

Quindi? Ricordandoci che ogni taratura è SEMPRE e SOLO (purtroppo) stata impostata sulla MAGGIOR POTENZA POSSIBILE, è difficile spiegare cosa si debba fare, è più semplice e comprensibile analizzare invece i limiti in maniera dettagliata di questo metodo (chiamiamolo di base); sarete poi voi a scegliere l’importanza da dare ad ognuno e di conseguenza quali prendere in consederazione e quali tralasciare.

Inserisco il cd con la canzone che preferisci ascoltare “a pieni polmoni”
Perchè veniva fatto ciò? Per dare all’impianto una sorta di selettività. Questa selettività avrebbe preso in considerazione in maniera differente i vari generi musicali, esaltando brani di musica elettronica rispetto a quelli registrati con strumenti veri (ovviamente più difficoltosi da riprodurre e più impegnativi). Quindi, a parità di impianto, chi ascolta un genere avrà un gain più alto, chi ne ascolta un altro uno più basso. Non mi suona molto bene sta cosa…
Se proprio vogliamo (visto che è necessario fare così) trovare una traccia che ci indirizzi sull’eventuale potenza massima gestibile e disponibile dell’impianto, è più logico e sacrosanto sfruttare una canzone OGGETTIVAMENTE impegnativa: in questo caso servirà un cd-test di qualità (non tutti quelli spacciati per tali lo sono) e spostarci sulla traccia (si spera presente) dedicata alla rilevazione della saturazione (solitamente pianoforte + violino, ad alta sensibilità, un accoppiamento da far sdraiare anche i più tenaci transistor). Così almeno avremo la traccia giusta con cui fare la regolazione…

Abbasso al minimo il gain dell’amplificatore
Su questo passaggio non c’è nulla da dire, ogni regolazione va fatta partendo sempre dalla sensibilità minima di tutto ciò che abbiamo collegato, per non rischiare che qualche disturbo sulla traccia (se non di qualità), regolazione pre-esistente o collegamento improprio, non ci diano nemmeno la possibilità di capire che qualcosa non sta andando come pensavamo dovesse (leggi “friggendo”). Quindi abbassiamo tutto, per l’incolumità di elettroniche e altoparlanti.

Alzo al massimo il volume della sorgente
Anche questa è una pratica molto diffusa: a logica, pongo il selettore del volume al massimo, così da ottenere poi in fase di riproduzione, la miglior manifestazione in termini di potenza e dinamica del lavoro svolto dal mio sistema. Però, e c’è sempre un però, anche qui denoto profonde lacune: innanzi tutto è bene dire che la saturazione dello stadio pre dell’autoradio sopraggiunge molto prima del suo volume massimo (così come si nota solitamente sulle uscite di potenza) e possiamo dire quindi che il volume vada regolato intorno all’ 80/85% massimo e non di più. In secondo luogo, non stiamo tenendo conto del fatto che non tutte le tracce siano registrate allo stesso “volume”: se regolo il limite tutto in base ad una canzone “molto bassa”, come posso poi pretendere di poter ascoltarne con la stessa qualità “una più alta” senza distorsioni in agguato?

Alzo pian piano il gain dell’amplificatore fino alla saturazione per poi abbassarlo un pochino
Mi può star bene, PERO’:
– se amplificatori e altoparlanti sono nuovi, già rodati, o di altra epoca?
Mostreranno certamente carenze in “punti” di sensibilità differenti in base alla loro età. Devo ricordarmi quindi di effettuare questa operazione più volte e non una sola (perdiamo sistematicamente la possibilità di regolare oggi per sempre)
– se gli amplificatori sono più di uno?
Ci limitiamo a regolare le sensibilità massime di ogni canale, senza tener conto della risposta che avremo? Anche qui si manifesta nella maniera più eclatante l’incosapevolezza di certi tecnici che credono che basti trovare il limite massimo di ogni canale o di ogni via per sostenere che l’impianto sia equilibrato (come sempre, quindi, confusione totale – LA REGOLAZIONE “CORRETTA” SULLA CARTA NON DETERMINA PER FORZA UNA BUONA RISPOSTA ACUSTICA). Dobbiamo capire che è necessario dividere ciò che è la teoria da ciò che è la pratica, e dobbiamo invece interpellare l’una per ottenere l’altra, interrogare il sistema per poi modificarne gli aspetti. Ma questa “interrogazione” la possiamo effettuare solo se SAPPIAMO cosa c’è realmente dietro, e la legge di ohm a naso, non basta a dircelo. Sono altre, quindi le peculiarità e i requisiti che deve dimostrare un tecnico, prima che questi possa mettersi a fare certe cose. L’esperto di “Alta Fedeltà” è in primo luogo una persona dotata di ottimo orecchio, in secondo luogo profondo studioso dei comportamenti e dei fenomeni elettrici legati alla riproduzione della musica, ed in terzo luogo, eventualmente (ma solo eventualmente) un elettrico puro e semplice, in grado di smanettare correttamente poi a lato pratico (in funzione di ciò che ha rilevato con le analisi rese possibili dalle due precedenti caratteristiche) e di realizzare fisicamente quelle che sono le vostre richieste (spaccare, tagliare, tirare cavi, smontare, rimontare, collegare, ecc.ecc.). MA NON IL CONTRARIO!!! Non possiamo destinarci a questo lavoro se non presentiamo queste caratteristiche in questo ordine!

Piccola nota riguardante il car-audio (uno delle poche, come abbiamo già potuto notare – a rafforzare la tesi che il car-audio sia molto più legato alla scienza, difficile, complicata e non da tutti piuttosto che al tuning, di dominio pubblico e di imbarazzante mancanza di fondamenti tecnici): come probabilmente avrete notato, tutti quei mestieri inerenti all’auto stanno pian piano sparendo, l’elettrauto non esiste più, il meccanico neanche, quello che monta i climatizzatori peggio ancora. Questo perchè? Senza sminuire nessuno, ovviamente, è necessario dire però che oltre al fatto che le auto sono sempre più “blindate” e necessitano di operazioni particolari (non “da esperti”, attenzione, ma solo “differenti da quelle di regolare amministrazione”), dietro questi mestieri fosse necessario avere molta più conoscenza pratica piuttosto che teorica. Cosa accade? (E qui so di dire una frase un pò forte, forse da arrogante, ma se no ci giriamo intorno un anno – e tanto lo sapete che non sono così) Che la pratica te la impari in fretta rispetto alla teoria (che non riesce ad entrarti in testa), e chiunque può fare quindi il lavoro di un altro. Gli unici che ancora hanno la possibilità di dire la propria sono gli installatori professionali e possono perchè SANNO, E SANNO FARE, QUALCOSA CHE NESSUN ALTRO E’ CAPACE DI FARE. L’elettrauto-meccanico-carrozziere del quartiere può benissimo mettersi anche ad installare autoradio (già lo fanno, perchè ormai bisogna sembrare di essere specializzati in tutto per far bella figura) però tra un’autoradio ed un impianto di riproduzione di qualità c’è una bella differenza.

Ripeto, non voglio entrare in merito e mi scuso personalmente se qualcuno si è sentito offeso, ma quel che è giusto è giusto, ed è lecito dire che il lavoro di un tecnico elettroacustico (specializzato car o domestico che sia) sia molto più riguardante il saper che non il saper fare. E rafforzo la tesi sul fatto che sia lecito perchè ho gli occhi per vedere e vedo gente che non solo non sa di non sapere, ma in più non sa di non saper fare e combina casini. Ad ognuno il suo mestiere, se faccio il dentista o il medico di base, non vado a spiegare al cardiologo come debba fare certe cose, o qualcuno ci resta secco!

Detto questo, se volete effettuare la regolazione del vostro impianto da soli (giustissimo), riconosciate almeno a voi stessi i vostri limiti, ed eventualmente affidatevi e confrontatevi con chi di questo mestiere ne fa un’obiettivo di vita, non economico. Sarà sempre lì per voi a braccia aperte, se vi dimostrerete in grado almeno di parlare delle stesse cose sulla stessa lunghezza d’onda.

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4 responses

1 07 2008
giacomo

Ottimi consigli!

24 04 2009
gianmarco

tutto giustissimo e pienamente condiviso e condivisibile.
unica nota, basta con i sempre bistrattati dentisti!!!chiamati in causa (anche se solo per esempi ) come nel caso di cui sopra, come termine di paragone negativo.
anche loro hanno studiato anni e conseguito una laurea quinquennale.
anche un cardiologo se da consigli su come fare un’estrazione di denti del giudizio inclusi , il paziente per lacerazione di arteria mandibolare può lasciarci la pelle.

7 03 2010
mirko

io ho regolato cosi il mio impianto e vorrei sapere se e giusto o no per quanto si puo giudicare visto che nn ce un metodo specifico…
mi sono dato un volume massimo dello stereo il mio arriva a 40 io mi sono dato il limite di 30 poi ho alzato il gain fino a quando le casse potevano reggere e ho abbassato un pochino …

5 08 2013
Garden Clearance St Albans

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