L’allineamento temporale

2 10 2007

Voglio dedicare un piccolo approfondimento all’importanza di un buon allineamento temporale. Cominciamo con il dire che senza l’analisi di questo parametro il nostro impianto NON SARA’ MAI D’ALTA FEDELTA’ (l’imperativo è d’obbligo). Non è importante il modo che utilizzerete per ritardare gli altoparlanti, la cosa importante è che lo facciate. Questo è uno dei grossi capi saldi a cui non possiamo venir meno, o i 10.000€ spesi per i componenti non saranno serviti ad un bel niente.

IL PRESUPPOSTO
Questo concetto è piuttosto ruvido da capire, poichè normalmente non ci si fa caso.
Se qualcuno di voi possiede un buon sistema di diffusione Home, si sarà accorto come la posizione d’ascolto (la poltrona su cui sedete) risulti esattamente a metà strada sia dal canale di sinistra che dal canale di destra, come in questo esempio:

Perchè? Perchè così facendo ciò che mi arriva alle orecchie proverrà da una fonte equidistante da me che ascolto (detto terra terra).

LA MONOFONIA E LA VOCE
In particolare, facciamo questa prova: selezioniamo un brano qualsiasi (voce, pianoforte e chitarra), il cantante lo dovremmo visualizzare davanti a noi (voce al centro), alziamoci dalla poltrona (pelandroni!) e spostiamoci lateralmente senza nè avvicinarci e nè allontanarci dai driver.

Cosa succede? Magicamente il cantante si sposta dal centro, come se fosse ipnotizzato, e ci segue fino a trovarcelo perfettamente davanti a noi, nel momento in cui ci ritroviamo proprio di fronte anche ad uno dei due diffusori…

Eppure nel brano egli canta sempre al centro del palcoscenico, non corre a destra e a sinistra verso pianoforte e chitarra, le quali rimangono invece stabili nella loro posizione “d’origine” (una all’estremo sinistro e l’altra all’estremo destro).
Le cose diventano ancora più difficili…
Il perchè di tutto ciò è piuttosto elementare: i due strumenti di accompagnamento, grazie alla stereofonia, vengono registrati su uno solo dei due canali. Ciò vuol dire, in questo semplice e teorico esempio, che il suono del pianoforte verrà emesso solo e soltanto dal diffusore di sinistra, mentre la chitarra solo e soltanto dal diffusore di destra.
La voce, invece, viene registrata sia su un canale che sull’altro, e ciò significa due cose:
1. man mano che mi sposto diminuirà il “volume percepito” dell’emissione di un canale in relazione a quella dell’altro canale
2. man mano che mi sposto aumenterà anche la distanza percorsa dal suono del canale più “lontano” a noi rispetto a quella del canale più vicino.
E’ tutta una questione di equilibri e preponderanze:
finchè ascolto un suono registrato su un solo canale non noterò mai la differenza, ma nel momento in cui mi discosto dall’equilibro ottenibile ascoltando alla stessa distanza, noterò come la risposta di un canale sia preponderante rispetto all’altra.

L’ASCOLTO IN AUTOMOBILE
Nella nostra vettura le cose si fanno ancora più complicate. Proprio così, poichè nel primo caso, mantenevamo per lo meno una certa distanza dall’asse trasversale di diffusione, ed in proporzione restavamo ancora piuttosto lontani anche dal canale verso cui ci spostavamo, ma vediamo questa immagine:

Si capisce bene come il fenomeno venga a maggior ragione evidenziato, se poi consideriamo che la posizione è “obbligata” (non possiamo mica guidare seduti sul cambio)…
Il risultato sarà quindi che la voce non verrà MAI colta al centro del fronte sonoro (sulla plancia dei comandi dove risulta installata l’autoradio) ma verrà percepita tutta schiacciata sul triangolino sinistro dello specchietto retrovisore: IL CANTANTE CANTAVA AL CENTRO DEL PALCOSCENICO, e noi non lo sentiamo là…

QUI NON POSSIAMO DI CERTO PARLARE DI ALTA FEDELTA’ (non abbiamo scappatoie, scuse o giustificazioni).

L’ALLINEAMENTO TEMPORALE
Ecco la magica soluzione: se Maometto non va alla montagna, Maometto va al mare… (o forse non era così). Comunque:
dato che non posso avvicinarmi al sedile di destra, facciamo che allontaniamo il canale di sinistra, di modo da ritrovarmi nuovamente al centro, come prima sulla comoda poltrona? E come? Mica posso montare i woofer su bel supporto a sbalzo mezzo metro fuori dalla portiera…
No, certamente, ma quello che ci è dato fare è ritardarne l’emissione sonora.
Se riesco a far sì che l’altoparlante di sinistra emetta il tal suono in modo che mi raggiunga contemporaneamente al tal altro suono dell’altro altoparlante, già metà dei problemi li ho risolti.
La questione fondamentale, in linea teorica (vi sono un’altra serie di parametri, non è così facile), è proprio questa: siccome mi baso sul ragionamento che il suono impiega un tot di tempo a percorrere un tot di spazio (la velocità del suono è sì bella alta, ma non infinita), faccio in modo che l’emissione sinistra sia in ritardo rispetto a quella di destra, così da permetterle, dato che si trova più lontana, quel tempo di cui ha bisogno per raggiungermi.

L’IDEA ERRATA
Tanti dicono: “Figurati se serve tutta sta roba, io ho il mitico BALANCE tra le mani, aspetta che mò ti faccio vedere io”.

Aspettiamo, allora…

Ancora un attimo…

Eccoli, sono tornati:
“Ops, variando il bilanciamento vario solamente un equilibrio di volumi, che è uno solo dei vari aspetti, la differenza di volume in sè e per sè magari la sistemo, in questa maniera, ma non sistemo comunque la percezione “sbilanciata” dell’emissione…”

Il bilanciamento, piccola nota, non aumenta nessun volume, tra l’altro; se lo sposto verso destra non è che aumento il canale destro, ma bensì diminuisco il sinistro. Tornando a noi, variando un equilibrio di emissioni a livello di efficienza (o “volume”, come intenderemmo di solito) cosa succede a livello elettrico?

Diminuisco semplicemente l’ampiezza dei segnali di una risposta nei confronti di quella di un’altra, agisco su una “forza” di emissione, quindi.

Giocando invece con l’allineamento:

Sfaso (questo è il termine riassuntivo di tutto l’articolo) la risposta INTERA di un canale rispetto a quella dell’altro.

Quindi non così:

ma così:

LA MULTIAMPLIFICAZIONE
In conclusione possiamo dire che ad ogni distanza differente da ogni centro di emissione al nostro orecchio (sempre in linea teorica, non stiamo nè analizzando off-set, nè dispersioni polari, nè incroci di un tipo o di un altro, nè sfasamenti naturali dei driver, nè… tantissime altre cose importanti) è facile intuire come sia NECESSARIO poter effettuare un’accurata e maniacale regolazione del ritardo per OGNI altoparlante installato, INDIPENDENTEMENTE. Ecco in sostanza l’enorme vantaggio di un processore come ad esempio l’UCS PRO, con il quale posso lavorare a 6 canali indipendenti e, tra le altre mille cose con questa stessa logica, ritardare di X il tweeter di sinistra, di Y il tweeter di destra, di Z il midrange di sinistra, di (ho finito le lettere) A il midrange di destra, di B il woofer di sinistra e di C il woofer di destra, a seconda della loro posizione.

Solo così potrò sperare in un risultato all’ascolto degno ed in linea con ciò che è stato registrato, e potrò altrimenti smettere di sbattere la testa contro un muro sui tagli, sulle equalizzazioni e sugli orientamenti, perchè non ne caverò mai fuori niente.

ULTIMA NOTA
Il ragionamento è il medesimo in relazione a fronte anteriore e sub, dove l’emissione di quest’ultima, essendone ritardata la percezione, risulti rilevabile nel baule.
Così come il balance non aumenta niente ma diminuisce e basta, anche il ritardo, seppur minimo, RITARDA! e non possiamo di certo chiedere al disco di anticipare la gamma sub per farcela sentire correttamente.
Quindi potrò, dopo aver ritardato il sinistro dal destro, ritardare tutto il davanti rispetto al dietro (che termini scientifici…), creando l’illusione che il sub risulti anticipato, localizzandolo davanti a me anzichè dietro.

Collegamento importante: Fronte sonoro ed Immagine nella prova d’ascolto.

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18 responses

7 10 2007
Andrea

Ascoltando il cd reference IASCA 2005 (ovviamente non mp3) mi sono reso conto di alcune cose su cui vorrei chiedere delucidazioni.
Generalmente, i ritardi temporali delle autoradio (ho una pioneer p9800bt) compensano solo a livello spaziale o attenuano anche il segnale destinato agli altoparlanti più vicini? Lo chiedo perchè sono riuscito abbastanza bene a centrare la scena (e per questo intendo sentire la voce che nel cd si dichiara essere centrale effettivamente davanti alla mia faccia), però ovviamente la voce che proviene dal canale destro sembra, oltre che molto più lontana spazialmente, anche più debole. Quella che invece viene dal mio canale, non sembra così lontana come quella del canale destro, e in più è anche più “forte”. Per aggirare un pò il problema del volume, potrei giocare un pò di fader, ma poi per centrare di nuovo la scena sono costretto ad impostare dei ritardi temporali “fittizi”, cioè con distanze non vere, per compensare la perdita di “volume” del canale a me più vicino. Ora mi chiedo: è corretto, a priori, utilizzare il fader, spostandolo di qualche punto a destra per compensare l’attenuazione dovuta alla maggiore distanza? Può essere una pratica corretta, inoltre, impostare dei ritardi temporali con distanze dai punti di emissione non reali per compensare questo fatto? Infine, è possibile in qualche modo “allargare” la scena a sinistra senza l’ausilio di processori di segnale?

7 10 2007
Davide

La voce deve essere al centro della scena sonora: se la scena si estende dal finestrino di sinistra al finestrino di destra la voce NON DOVRA’ PER NESSUN MOTIVO essere davanti alla mia faccia.

La voce davanti alla mia faccia sta ad indicare una scena sonora strettissima, che si estende solamente dal finestrino di sinistra al cambio.

Al di là di questo, è giusto l’appunto: una volta scovato un ritardo significativo, vado a controllare i livelli in dB del bilanciamento per compensare la differenza di uscita dei due canali.

Infine, non potremo mai parlare di ritardo “fittizio” poichè NON E’ VERO che la scena centrata la ottengo con i precisi valori della distanza. E’ quindi corretto giocare con l’insieme delle due cose: il ritardo e i livelli (più la fase per mettere a fuoco, ove possibile)

Allargare la scena sarà difficoltoso, nel tuo caso specifico, a causa della posizione dei medi, molto arretrata e “prorompente” verso l’interno dell’abitacolo, e i soli tagli e ritardi non ci danno la certezza matematica di riuscire a risolvere il problema. Ma non è del tutto impossibile

7 10 2007
Andrea

Quindi se ho ben capito: è corretto giocare con l’insieme fader+ritardi ma non è corretto pretendere che il centro della scena sia davanti a me. Perciò sempre utilizzando il mio cd test dovrò fare in modo che la voce che si dichiara centrale sia sopra all’autoradio, giusto? Il mio quindi è un’errore concettuale. A questo punto allora la compressione della scena lato guidatore è ovvia… e quindi modificando la questione del centro della scena un pochino la dovrei risolvere. Vado subito a fare delle prove 🙂

7 10 2007
Andrea

Rileggendo ora la tua risposta: cosa intendi per “giocare con la fase per mettere a fuoco”? Per caso l’inversione di fase dei midrange?

7 10 2007
Davide

Più che di inversione si dovrebbe parlare di sfasamento.

La fase elettrica è in grado, in determinati range, di “sistemare” quella acustica.

Dei ritardi per così dire “calcolati” potrebbero rivelare una voce non a fuoco, al centro, ma non puntiforme: con la fase (variandola, non solo invertendola) si è in grado di arrotondare e limitare lo spazio occupato dalla voce.

A riguardo del post precedente: attenzione, una voce al centro davanti ai propri occhi non è sbagliato in sè e per sè.

Se la tua scena è stretta e la voce risulta al centro, avrai una buona immagine e un cattivo fronte.

Se la tua scena e larga e la voce è davanti ai tuoi occhi (non al centro), avrai un buon fronte ed una cattiva immagine.

Scena ampia, spaziosa, ariosa, profonda, alta e larga, con voce al centro, piccolissima, puntiforme, estremi schiacciati ai limiti fisici della vettura ti daranno ottimo fronte e ottima immagine.

Ovvio che per ottenere tutto ciò incorrano:

– tagli dei filtri
– pendenze dei filtri
– attenuazioni naturali dei driver
– fasi elettriche
– rotazioni di fase naturali dei driver e quindi
– dispersione polare
– angolazione di ascolto
– offset dei driver
– bilanciamento (balance)
– differenza dei livelli dei singoli driver tra di loro di ogni canale
– differenza di distanza dei singoli driver verso di noi di ogni canale
– allineamento temporale di ognuno dei driver
– allineamento temporale del fronte rispetto al sub

Questi sono solo alcuni dei parametri, i quali gioco forza creano una sorta di equilibrio, dove il tutto suona naturale ed in simbiosi o al contrario scoordinato e goffo.

Il bello del digitale/elettronico è che puoi effettuare mille prove, trovare la combinazione più giusta, magari raggiunta con una “teoria” che non regge.
Ma come dico sempre, la teoria è solo lo strumento da interrogare per ottenere un risultato, e non la legge da applicare.

7 10 2007
Andrea

Capisco. Insomma, ottenere un fronte davvero buono è un’impresa titanica 🙂 Per ora cercherò di fare il possibile con gli strumenti in mio possesso, una volta raggiunto il massimo che posso fare mi toccherà per forza farmi aiutare da un professionista. Grazie delle delucidazioni!

7 10 2007
Davide

Figurati…

Ecco perchè ad esempio, è difficile dichiarare con certezza se è meglio il sistema tutto passivo o tutto elettronico.

Da un lato è meglio uno, dall’altro è meglio l’altro. Uno sarà più musicale, ma l’altro ti permette di affinare il capello.

E’ tutto un grosso compromesso. Ma vedrai che tra altoparlanti di buona fattura, amplificazione degna di tale nome, sorgente di classe e crossover di aiuto, riusciremo a tir fuori certamente qualcosa di molto soddisfacente.

Ed avremo ancora tanto “passivo” con cui farci aiutare…

20 02 2008
Nicola

ciao!!io mi chiedevo…ma se uso gli spazi temporali per ritardare il canale sinistro in modo da centrare la scena sonora,quando qualcuno si siede a destra non avra il sinistro ancora piu lontano??

20 02 2008
Davide

Certamente, e questo in effetti è un grosso problema proprio nelle valutazioni a doppio giudice. Accontentare entrambe non è impossibile, ma è parecchio difficile.

Ricordiamoci però anche che siamo noi gli ascoltatori e siamo noi che dobbiamo sentire bene. Il passeggero potrà comunque godere di un’ottima timbrica ecc.ecc., ma la scena sonora risulterà da parte sua logicamente sfalsata.

Che si compri un’auto e si faccia un bell’impianto anche lui…!!!!

25 02 2008
andrea

ritornando al discorso full active/full passive….io sono del parere che non bisogna farsi prendere da uno solo dei due e difenderlo a spada tratta demonizzando il concorrente….bisogna sempre cercare di trarre il meglio da entrambi….per esempio ora che parliamo di ritardi temporali mi sento favorevole all’attivo in quanto semplifica moooooooooolto la vita….ritardare in passivo è un “pacco” allucinante!!!se poi devi ritardare un tweeter….tanti auguri….tutto perchè all’aumentare dela frequenza diminuisce “l’efficacia” delle celle di ritardo…che poi secondo me è inesatto chiamarle così in quanto non ritardano il segnale…ma lo sfasano creando una “specie” di ritardo…quindi oltre a ritardare il sengale devi anche fare molta attenzione alla fase di quell’altoparlante in modo che si incroci con quelle degli altri…..molto meglio il ritardo digitale che ritarda fisicamente l’uscita….ovviamente senza esagerare altrimenti ciao ciao timbrica…..

25 02 2008
Davide

Sono d’accordo con te: a suo tempo, credo commentando uno degli articoli sui filtri, mi pare, considerai che entrambe le possibilità, attive o passive, mostrino dei pro e dei contro. In questo caso possiamo allargare l’analisi sia che si tratti di crossover, sia che si tratti di ritardo.

Con un’esperienza alle spalle e sano spirito di sperimentazione è possibile però riuscire a sfruttare i pro dell’uno e i pro dell’altro…

Personalmente posso riscontrare che se tweeter e woofer non necessitano di un ritardo particolare, possiamo anche operare in passivo, per poi analizzare con lo strumento, le variazioni di fase dei singoli driver in corrispondenza dell’incrocio ed eventualmente compensare.

Il ritardo digitale, invece, ti illude spesso di aver ottenuto un risultato acusticamente accettabile, senza poi stimolarti ad una verifica sulla necessità o meno di implementazione di eventuali celle passive (tipo Zobel e quant’altro).

25 02 2008
andrea

si beh io stavo parlando solo di ritardi…senza andare nella compensazione di impedenze bizzarre e filtraggi….beh quello fa parte, secondo me, dei “pro” del passivo….nel senso che con una cella di compensazione d’impedenza diciamo che risolvi il problema alla base andando a correggere sul nascere un andatura “strana” di un impedenza…

26 02 2008
Davide

Certamente. E’ un bell’aiuto… Anche se, statisticamente parlando, non sempre si è dimostrata la panacea di tutti i mali. Mi è capitato di dover spostare, ad esempio, il punto di intervento, utilizzando una resistenza più grossa di quella del driver. A volte è capitato che con la Zobel suonasse peggio…

Il problema è proprio questo: se andiamo a vedere tutto quello che c’è, per ogni driver installato in quella posizione, con quell’orientamento e con quel carico acustico, diventiamo matti… Tra sei mesi cambiano i parametri di T/S e siamo punto a capo…

Quello che voglio dire è che installato il sistema, con filtro passivo o elettronico che sia, un ritardo digitale, alla fin delle finite, risulta ancora la soluzione migliore, in fatto di precisione e flessibilità. Da lì potremo poi effettuare tutti gli “aggiustamenti” del caso, contando però su una buona base di partenza, nettamente più immediata.

4 05 2008
pasqy

ciao a tutti volevo porre qualche domanda se era possibile ,allora come costruire i filtri per l’alfa 147 sia anteriori che posteriori visto che al momento o sostituito la radio di serie con un panasonic 8803n e da quello che leggo mi sembra che abbia già la possibilità dello spostamento sui vari fronti al limite vi faccio sapere con certezza effettuando delle prove , l’uscita dell’autoradio e digitale 50W rms 70 musicali e dallo schema mi dice che non si possono inserire al massimo due altoparlanti a canale.

6 05 2008
Davide

Fermi tutti, qui si parla di allineamento temporale, non di crossover…

L’uscita non può essere digitale, come farebbe, se no, a muovere gli altoparlanti?

Per progettare un filtro occorrono i parametri degli altoparlanti e dell’ambiente, distanze off-set ecc.ecc. in modo da poter iniziare un’analisi del sistema e progettare un crossover che tenga conto di fattori importanti…

10 01 2010
giovanni

salve, come si fa’ ad ritardare un sub con il bit one? sub ml 3000 herz ampli genesis monoblock, woffer morel supremo, tweeter morel supremo piccolo,ampli genesis dual mono 2 pezzi. grazie mille a tutti quelli che mi risponderanno.
cordiali saluti.

12 04 2015
Mirko

Ciao a tutti quanti ,sono Mirko da treviso..volevo porre una domanda …che per voi sarà banale.. Ma quando si usano i ritardi temporali in auto ,la voce si deve focalizzare al centro del cruscotto o al centro del volante(davanti a me)? Grazie

12 07 2015
vincenzsenghasp2

Generalmente, i ritardi temporali delle autoradio (ho una pioneer p9800bt) compensano solo a livello spaziale o attenuano anche il segnale … cassepioneer.wordpress.com

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