Nazionali Car Audio (NCA)

4 10 2007

Tratto dalla pubblicazione “La storia del trofeo Nazionali Car Audio” dal sito http://www.nazionalicaraudio.it

Il fenomeno del car stereo è esploso nel nostro paese in tempi ormai lontani, pressappoco intorno agli anni ’80, quando si è passati dalle autoradio amplificate ai primi modelli a componenti separati, agli inizi monopolio quasi esclusivo del colosso Pioneer. Si è trattato di un vero boom che ha cominciato a far sentire i suoi effetti su tutto il mercato e sul pubblico in generale, abituato ad altri livelli di qualità, decisamente più bassi. In effetti non esisteva prima di quegli anni un vero e proprio mondo dell’alta fedeltà in auto, ma piuttosto un generico interesse, neanche troppo diffuso, per il cosiddetto “stereo” in auto. Con gli anni 80, invece, si è generato interesse ed attenzione per un nuovo mondo tutto da scoprire, per dimensioni di ascolto assolutamente originali, in altre parole per l’hi-fi car. Sono apparsi infatti i primi componenti separati, lettori a cassette, amplificatori, altoparlanti. E iniziata una nuova epoca, una passione per l’impianto in auto che avesse una qualità superiore, si è scatenata una vera moda ed un interesse nuovo e sconosciuto per il nostro paese concentrato sull’alta fedeltà in auto.

L’home hi-fi aveva già aperto la strada con la creazione di un interesse specifico, ma si può affermare che gli appassionati di alta fedeltà domestica hanno sempre considerato il car come una degenerazione, un contentino per pochi impallinati, almeno fino a qualche tempo fa. Ed è stato quindi in quegli anni che il car stereo ha iniziato ad acquisire una sua propria dimensione che solo con il tempo e grazie a svariati fattori di cui parleremo in seguito è diventata davvero importante ed è stata universalmente riconosciuta. Molti operatori del settore hanno irriso chi in quei tempi ha creduto nell’importanza del settore car e non hanno investito nulla nella ricerca e nello sviluppo di una domanda. Probabilmente non si sono neanche posti il problema. Altri invece hanno deciso di investire nel settore, cercando di capire quali potevano essere i suoi futuri sviluppi, quali le dimensioni del mercato, quali le metodologie da seguire. Possiamo quindi identificare in quel periodo il momento di partenza di un intero mercato, la data di nascita di realtà aziendali complesse che hanno dato, in seguito, frutti di notevole spessore. E da lì che ha preso il via una nuova realtà che oggi costituisce un fenomeno di dimensioni e portata incredibili sia in Italia che all’estero.

Prima della nascita del trofeo ANDEC (1990) il trofeo Naziona­li Car Audio è stato l’unico ad attirare su di sé l’attenzione del pubblico più attento, grazie al suo respiro esteso e professionale.
A livello più limitato, ma comunque apprezzabile, bisogna ricor­dare anche il trofeo di Piediluco che ha visto tre edizioni e che ha comunque richiamato a sé una certa attenzione sotto l’onda dell’ entusiasmo che caratterizzava il Car Stereo degli ultimi anni 80. Con la nascita del Campionato Italiano Hi-Fi Car, ideato e rea­lizzato dall’ ANDEC, Associazione Nazionale Distributori di Elettronica Civile, il panorama nazionale si apre teoricamente su due fronti. Si tratta in un certo senso di un trofeo “aperto” non perché cambi di fatto l’impostazione di base, identica a quella dei Nazionali Car Audio, vale a dire con partecipazione limitata ai marchi sponsor, bensì per il maggior numero di mar­chi rappresentati. Ciò si traduce, sotto certi aspetti, in una mag­giore possibilità di scelta per gli installatori italiani. Questo trofeo, giunto oggi alla sua terza edizione, ha pagato qualcosa in termini di gioventù e di minore esperienza, ma la sua primissima fase può essere considerata quasi una prova, un primo tentativo. La seconda edizione ha certamente mostrato connotati organizzativi e qualitativi maggiori e probabilmente la manifestazione si avvia nella sua futura edizione a rappresentare un’ulteriore realtà Car Stereo italiana, grazie ai marchi sponsor che la sostengono. Ciò non può che contribuire allo sviluppo del mercato, se il bagaglio di cognizioni della scuola italiana verrà rispettato e valorizzato dall’ANDEC con un valido ed ag­giornato regolamento.

Le prime edizioni del trofeo Nazionali Car Audio si chiamavano Trofeo ESB e si svilupparono in concomitanza con delle settimane bianche molto divertenti che videro insieme molti giornalisti di testate diverse e molti esperti di settore, richiamati dall’originalità e dalla novità dell’iniziativa. Erano gli albori del Car Stereo nazionale di alta qualità. Anzi a dire il vero l’entusiasmo degli appassionati. E’ la voglia di realizzare sistemi importanti pure, ma mancano completamente le coordinate ed i parametri utili per poter sviluppare un’alta fedeltà in auto di qualità elevata. Il Trofeo ESB quindi muove i suoi primi passi in un clima di aspettativa da parte di una ristretta cerchia di appassionati e nella più diffusa ignoranza, in senso latino, dell’hi-fi car elevato. Non dobbiamo dimenticare infatti che case come Rockford Fosgate e Zapco, tra le prime in assoluto a nascere negli Stati Uniti, vedono la luce nella metà degli anni “70 e quindi il passaggio di informazioni e la diffusione dei concetti esoterici è ancora lontano dalla grande massa del pubblico. Nasce quindi il trofeo ESB come mezzo promozionale per l’azienda e trova l’appoggio entusiastico di personaggi quali Gianni Caserta e Paolo Nuti, in un’ottica di sviluppo per l’intero settore. La qualificazione degli installatori e l’elevarsi dello standard qualitativo dei sistemi li vedono impegnati soprattutto nel collaborare con Enzo Biasella per il futuro regolamento che in questa edizione si identifica più che altro nelle indicazioni e nelle valutazioni date agli installatori partecipanti. Il numero delle presenze è davvero esiguo, ma già lascia intendere, visto l’entusiasmo dei presenti e lo standard delle installazioni, comunque molto elevato per l’epoca, Un notevolissimo sviluppo futuro.

Il Trofeo Nazionali Car Audio ha avuto sin dall’inizio un suo punto di forza nella grande importanza data al regolamento. Da sempre, infatti, l’organizzazione ha compreso la valenza imprescindibile delle regole base della gara, degli indirizzi tecnici, d’ascolto e comportamentali che guida tutti i personaggi coinvolti in questo tipo di manifestazione. E’ ovvio che nei primi anni tutto questo abbia avuto uno sviluppo minimo ed appena abbozzato, visto anche il numero limitato di partecipanti. Nel con tempo però, l’idea non è stata affatto trascurata, prova ne sia il coinvolgimento dei giornalisti di settore chiamati in causa per fornire un prezioso consiglio basato sulla loro esperienza specifica. Neanche gli installatori sono stati trascurati ed anche da loro sono pervenute segnalazioni e suggerimenti da non trascurare, elementi che negli anni hanno contribuito a rendere il regolamento più consono alle reali esigenze del mondo dell’installazione. Le esperienze d’oltreoceano avevano già dato all’organizzazione qualche coordinata utile per la stesura di una regolamento base, ma le diverse tipologie d’istallazione e le differenti situazioni di mercato hanno spinto Enzo Biasella ad impostare sin dall’inizio il gioco su binari probabilmente paralleli, ma certo non identici. La figura dell’installatore, ad esempio, è sempre stata un cardine fondamentale del trofeo e, di conseguenza, ha sempre influenzato le decisioni del regolamento. In altre parole, pur essendo aperto ai privati, il trofeo ha dato estrema rilevanza alla figura dell’installatore e questa è una caratteristica propriamente italiana, determinata dalla filosofia dell’azienda che ha creato i Nazionali. Anni di esperienza hanno man mano aggiunto spessore al regolamento, non trasformandolo certo in una bibbia onerosa da leggere e da seguire, ma piuttosto contribuendo a generare una guida importante non soltanto per gli installatori ed i partecipanti della competizione, ma per tutto il mercato. Ci si riferisce ovviamente alla sezione più alta, a quella che per definizione è interessata da manifestazioni promozionali, competitive o espositive ad alto contenuto qualitativo. Le caratteristiche basilari delle norme contenute nel regolamento dei Nazionali Car Audio hanno in pratica creato tendenza durante gli anni, hanno stabilito dei traguardi per la scuola italiana d’installazione. Non soltanto quindi sono risultate utili per i diretti interessati, ma hanno informato il pubblico e tutti i professionisti delle nuove tecniche e filosofie e dei passi in avanti compiuti da una buona parte dei migliori professionisti italiani.

Uno degli aspetti peculiari dei Nazionali Car Audio è rappresentato dalla tipologia dell’organizzazione, che ovviamente è collegata con la mentalità e con l’esperienza dello staff dirigenziale e con l’impostazione del presidente. In effetti, creare ed organizzare sulla carta un trofeo come i Nazionali Car Audio non è cosa semplice, ma è certamente più difficile tradurre la teoria in pratica. Con il passare del tempo, una manifestazione del genere, che ha sviluppato dalle poche gare iniziali un numero spaventoso di selezioni provinciali e regionali, rischia di diventare un elefante pigro e scomposto che crea danni piuttosto che risultare utile. L’organizzazione si è trovata quindi a dover fronteggiare man mano un numero sempre maggiore di problemi e di ostacoli, non ultimi quelli di carattere psicologico e sociale che trovano la loro collocazione nel capitolo ad essi dedicato. Malgrado ciò l’organizzazione ha dedicato una quantità enorme di energie per garantire non soltanto il regolare svolgimento delle manifestazioni o delle premiazioni (elementi comuni a molte iniziative del genere) ma soprattutto per offrire un’informazione ed una gratificazione tecnica ed emotiva a tutti i partecipanti, privati o installatori. Giudici e concorrenti hanno potuto avviare un dialogo importantissimo, uno scambio di opinioni e di critiche costruttivo e vantaggioso per tutti che ha arricchito enormemente il bagaglio di tutti coloro che hanno lavorato o partecipato al trofeo. Inoltre, Enzo Biasella in prima persona, coadiuvato dal suo staff e dai suoi collaboratori, si è interessato dell’organizzazione delle gare, della verifica degli elementi richiesti, dell’accoglienza presso i luoghi prescelti. In pratica quasi tutti gli elementi costitutivi della manifestazione sono stati da lui curati personalmente, mentre, per ciò che riguarda le Selezioni Provinciali, sono stati gli stessi installatori con l’aiuto dei rappresentanti ad occuparsi delle gare e della loro organizzazione. Questa caratteristica è propria dei Nazionali Car Audio ed è evidente l’impegno richiesto e la mole di lavoro che ne deriva. D’altra parte se si vuole identificare nei Nazionali Car Audio qualche carattere peculiare, è proprio questo tipo di impostazione che va evidenziato. Risulta certamente più facile demandare ad altri, per quanto qualificati professionisti, una parte dei compiti suddetti, potrebbe tra l’altro rivelarsi certamente più vantaggioso in termini di tempo e probabilmente di orga­nizzazione. Ma questi eventuali vantaggi sarebbero ben poca cosa rispetto alla cura apportata dall’organizzazione dei Nazionali Car Audio verso gli aspetti più delicati e verso il rapporto professionale ed umano con gli installatori. Questo è il motivo fondamentale per cui il Trofeo si è sempre dimostrato estremamente valido sui piani più difficili. Gli installatori hanno potuto usufruire di un rapporto diretto con l’azienda sia sul piano strettamente tecnico – commerciale che sul piano dei rapporti direttamente collegati con le gare. La dignità, il rispetto dell’installatore ed in generale dei partecipanti ha avuto sempre un posto di riguardo nelle preoccupazioni dell’organizzazione, come pure il rapporto tra giudici e concorrenti. L’istituzione di cene, incontri e meeting di vario genere, prima e dopo le manifestazioni, ha consentito spazi di tempo preziosi per verificare eventuali malintesi o errori umani e ha fatto sì che ognuno potesse esprimersi e manifestare le sue opinioni, disappunti compresi. Tutto ciò ha un valore fondamentale, importantissimo per creare un clima costruttivo e positivo per tutti. Non sono ovviamente mancati episodi sgradevoli o momenti critici, come in ogni azione umana, ma è proprio grazie alla disponibilità dell’organizzazione ed alla mancanza di paure nel porsi davanti a se stessi, che questi inconvenienti sono stati brillantemente superati.

Il Trofeo Nazionali Car Audio ha visto avvicendarsi molti personaggi nel corso della sua storia, giornalisti, tecnici, ingegneri, direttori d’azienda, co­struttori del settore, appassionati straordinari e, soprattutto, installatori. Sono loro in fin dei conti la vera forza del Trofeo, sono coloro che lo han­no reso possibile con il loro contributo di lavoro e di entusiasmo, con la loro partecipazione. E’ giusto quindi delineare un quadro che faccia capire bene cosa significa installatore professionista nell’accezione dei Nazionali Car Audio, cosa sono diventati in effetti questi artigiani del suono, perché nella loro tra­sformazione ed evoluzione c’è anche una piccola parte di Trofeo. La figura dell’installatore professionista è una parte fondamentale del grande panorama dell’alta fedeltà in auto. In ombra fino a qualche anno fa, prima dell’esplosione vera e propria del fenomeno car stereo interna­zionale e nazionale e del trofeo Nazionali Car Audio, questa figura ha man mano acquisito importanza, anche per il ruolo che le deve essere at­tribuito nell’economia di un’alta fedeltà in auto decisamente più com­plessa, articolata e ricca di sfumature rispetto agli anni passati. Una volta si pensava di poter anche fare a meno dell’installatore per rea­lizzare il proprio impianto in auto. Oggi tutti sanno che maggiore è il li­vello qualitativo richiesto all’impianto, più si rende necessaria la presenza dell’installatore. E’ importante operare da veri professionisti per poter esaudire le richieste della clientela più esigente. Bisogna poter offrire una risposta autorevole a tutti coloro che desiderano un sistema personalizza­to ad alte prestazioni acustiche. A questo punto appare evidente che la figura dell’installatore qualificato è assolutamente essenziale per il mondo del Car hi-fi. Senza determinazione, volontà e bravura nessuno dei personaggi che og­gi consideriamo autorevoli avrebbe mai potuto diventare quello che è, vale a dire un serio e qualificato riferimento nel suo settore. Parecchi non ce l’hanno fatta. Nello stesso tempo, però, tutto ciò è anche la dimostra­zione che il trofeo può essere stato un buon terreno di battaglia dove con­frontarsi non solo con gli altri, ma anche con sè stessi.

Se dovessimo ricordare tutti gli eventi che hanno caratterizzato lo svolgimento del trofeo Nazionali Car Audio negli anni non basterebbe un libro diviso in vari tomi. Anche se può sembrare difficile da credere, i Nazionali sono stati quasi sempre teatro di situazioni e risvolti carichi di umanità. Da un lato questo tipo di evento accade sempre quando sono in ballo tante persone, per così lungo tempo e in un clima che comunque è pervaso da grandi ansie e da un forte agonismo. Dall’altro non si deve dimenticare che, per fortuna, nel bene e nel male, chi ha vissuto i Nazionali da una parte o dall’altra della barricata, pur svolgendo il suo lavoro di installatore, giudice, organizzatore, appassionato, non ha quasi mai dimenticato uno spazio importante. Quello che deve essere dedicato all’umanità, ai sentimenti delle persone. Questi ele­menti di solito determinano la vittoria o la sconfitta, il successo o la delusione. Le emozioni influenzano sempre le nostre scelte ed il nostro agire e soprattutto in una gara come il trofeo Nazionali Car Audio, tutti questi elementi entrano in gioco, svolgendo un ruolo a volte imprevisto, ma sempre determinante. E’ chiaro che il professionista riesce a mediare le sue emozioni quando si tratta di lavorare o di tenere alta la sua immagine, ma a volte è anche giusto che le emozioni scorrano libere, dando quel tocco di calore che serve anche a rendere più interessante l’agire dell’uomo. I Nazionali, quindi, non sono usciti certo incontaminati da questa influenza ed annoverano vari episodi che, al di fuori del loro contesto, possono sembrare quasi impossibili, eppure sono accaduti, anzi fanno parte integrante della storia del Trofeo.

Come più volte specificato in questo manuale, la base del Trofeo, la sua anima è il regolamento. Anno dopo anno, attraverso la costante disamina delle singole edizioni e tramite un’onesta autocritica sugli elementi più deboli della competizione, si è giunti ad una nuova stesura che potesse valorizzare gli aspetti più attuali ed innovativi della competizione. In que­sto senso organizzazione, giudici ed installatori hanno contribuito in misura molto efficace ad evidenziare i lati più critici e le necessità più urgen­ti, in modo tale da fornire ai partecipanti un insieme di norme il più pos­sibile appropriate e mirate alle reali esigenze dell’installazione top level. Il regolamento attuale eredita quindi la serie di informazioni e di messaggi delle precedenti edizioni, il bagaglio di esperienza pluriennale che ha reso importante il trofeo e li amplifica con modifiche ed inserimenti atti a rendere davvero evidente lo spirito elitario della gara. Infatti, pur essendo una competizione dedicata all’alta fedeltà in auto, i Nazionali Car Audio rappresentano oggi il terreno più difficile e sofistica­to ove sperimentare le proprie capacità di installatore professionista o di semplice appassionato. La difficile prova d’ascolto, unita a tutte le autore­voli valutazioni tecniche, fa sì che il sistema installato venga sottoposto ad un’analisi accuratissima, tale da premiare con i primi posti unicamente le soluzioni più valide sotto tutti i punti di vista. Nulla viene lasciato al caso e con buona approssimazione si può affermare che gli impianti vin­centi del trofeo Nazionali Car Audio sono sistemi hi-fi Car d’eccezione, in grado di dare soddisfazione ad un vastissimo numero di appassionati di ogni tipo. Al di là dei componenti utilizzati, questi sistemi sono la prova evidente della bravura di chi li ha realizzati, professionista o privato che sia, e rappresentano un esempio mirabile della scuola italiana di installa­zione. Di conseguenza il regolamento dei Nazionali Car Audio può a buon diritto essere considerato un utile strumento per comprendere qua­le sviluppo il Trofeo sia riuscito ad ottenere in questi anni e quale effetto positivo abbia prodotto sul mercato.

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One response

18 12 2012
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