Valvole per tutti

23 10 2007

Sviluppiamo un’elettronica valvolare di altissima qualità – Parte Prima

Il titolo potrebbe far pensare a qualche diavoleria in stile high-tech ma low-quality di quelle che spopolano sul web, a riguardo di i-Pod dappertutto e lettori mp3 nei microonde, per gli amanti del genere modding estremo all’ennesima potenza.

La cosa invece è un pò diversa, e nasce da un ragionamento che a suo tempo feci, parlando con un utente di un forum in cui scrivevo ogni tanto. Oggi mi sono deciso ed ho inviato questa amichevole e-mail alla nota azienda di produzione di elettroniche valvolari che tanto decanto su questo blog.

Per i cinici, voglio puntualizzare che non prendo soldi da nessuno, sia chiaro (anche se mi è già stato chiesto, a riguardo di recensioni di certi prodotti, non lo nego), solo parlo bene di ciò che secondo me è buono, e parlo meno bene di ciò che secondo me è meno buono. Ognuno poi è libero di fare ciò che vuole, ma se avrete notato, al di là di pochi passaggi sporadici, è difficile che io mi schieri da una parte massacrando l’altra, se non per questioni puramente personali, dato che ciò che mi interessa è diffondere una cultura tecnica, nient’altro. D’altra parte questo è un blog, non è nè una Bibbia, nè un saggio breve, nè un trattato, nè una tesi di laurea, nè niente di tutto ciò. Tempo permettendo esprimo solamente le mie considerazioni personali a rigurado di ciò che secondo me vale la pena analizzare.

[…] La cosa è molto semplice e nasce dal fatto che sempre di più, a coloro con cui parlo di musica riprodotta, piace l’idea di avere sulla propria auto, o in casa, elettroniche a valvole, i quali subito dopo, però, storcono il naso per i prezzi proibitivi. Ovvio che non si possa ottenere qualcosa di buono senza spendere molto, dico io, ma magari si può trovare la via di mezzo.

L’idea di un preamplificatore come il DMT4 è ovviamente molto buona, ma implica l’installazione:
– in un alloggiamento doppio din (spesso non semplice o addirittura impossibile da ricavare)
– a monte di un processore o comunque di un componente che separi l’unica uscita in 3 o 4 separate e indipendenti

L’altra idea, quella del Vthree.Pre è anch’essa eccellente ma d’altro canto:
– fornisce 6 canali stereo e magari uso un solo finale, per l’anteriore
– costa un patrimonio…

Ora, non che io voglia assolutamente mettermi ad insegnare qualcosa a te, che in questo senso, se mai, sei il mio “guru termoionico”, ma pensavo:

non si potrebbe sviluppare un pre come il Vthree ma con solo un ingresso e una sola uscita? Una sorta di “V-one” da applicare appena prima dell’ampli…
Così facendo ottengo il vantaggio di:
– non spendere una cifra esagerata
– utilizzare questo “mini-pre” solo dove voglio io, esaltando magari la medio alta rispetto alla medio bassa, che magari è meno soggetta alla timbrica dei tubi, a scapito di maggior potenza del finale SS che le dedico
– lo nascondo dove voglio, dato che è piccolino
– lo abbino a praticamente qualsiasi finale, a mò di “up-grade” più che di un’installazione a sè stante dedicata vera e propria
– comincio ad istruire la gente su cosa sia e come lavori la valvola, senza doverla per forza rimandare a quando avranno le finanze…

In questo modo il sistema completo non verrebbe incentrato sull’elettronica valvolare, la quale rivestirebbe comunque un ruolo molto importante e di rilievo, per lo meno a livello timbrico, permettendo a chiunque di poterne usufruire degli enormi vantaggi.
Una sorta di pre valvolare entry level (che bestemmie…).

Ora, di sicuro ho sparato fandonie su scemenze, ma credo che il motivo per il quale non possa accadere qualcosa del genere non sia tanto per la difficoltà di prendere un Vthree e spaccarlo in tre pezzi, ma di sviluppare comunque un alimentatore adeguato che per poco che costi, credo sia il componente che proporzionalmente occupa più investimento.
Non che dietro alla progettazione e al tuo “know-how” a riguardo dei tubi a vuoto non vi sia niente, ma visti i prezzi dei triodi, anche non selezionati e cinesi, e la storica semplicità elettrica della circuitazione, è probabile che il DMC1 o DMC3 che siano, occupino una bella fettona di quello che alla fine risulta il prezzo di uno dei tuoi magnifici pre.

Spero di ricevere un’illuminazione, a riguardo, anche perchè non sono l’unico ad essermi domandato una cosa del genere…

Grazie mille anticipatamente
Davide
Officine Acustiche

In sostanza quello che dico è:
o mi compro un pre a 6 canali da 3500€ o ne devo spendere 1500 per uno con una sola uscita. Non voglio con questo sminuire tali prodotti, che rimangono egregiamente all’altezza delle aspettative e del prezzo a cui vengono proposti. Quello che cerco è un qualcosa di più minimale, una sorta, appunto, di VThree ma singolo. Immaginate la cosa, un piccolo telaietto, tipo un 10×15 cm, con sopra 2 belle valvolozze, un ingresso RCA stereo e un’uscita RCA stereo, e basta.
Sarebbe secondo me il prodotto che mancava, in grado di avvicinare l’utente finale ad un componente, magari più performante, ma comunque altrimenti proibitivo…

Si vedrà, speriamo che qualcuno dai piani alti mi risponda presto…

Aggiornamento al 12 dicembre 2007

Dato che per questioni prettamente commerciali e di produzione (più che ideologico-filosofiche) il mio progetto non può essere sviluppato, partiamo ufficialmente con una board di discussione improntata sulla pura e semplice sperimentazione Hi-Fun di uno stadio pre a valvole. Questa board sarà divisa in 3 sezioni:

– Preamplificatore con alimentazione bassa tensione (12V)

– Preamplificatore a guadagno unitario (inseguitore catodico) con alimentazione bassa tensione (12V)

– Preamplificatore con alimentatore dedicato (DANGER: High Voltage) – a breve

Ad oggi queste sono le soluzioni che abbiamo a disposizione. Vedremo cosa ne verrà fuori…

Stay tuned!

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Azioni

Information

4 responses

24 10 2007
Francesco

Questi prodotti ci sono gia anche se, probabilmente, non con la stessa qualità: US Amps ha una linea di amplificatori con lo stadio interno pre a Valvole, se non erro il 100wrms x2 costa poco più di 600€; su SpeedUp [ok, sappiano la qualità di alcuni prodotti venduti su quella rivista 😥 ] viene venduto un “pre valvolare” sempre con un singolo ingresso e una singola uscita stereo a 90€ circa. Purtroppo non conosco le effettive qualità di questi prodotti, ma credo che spendere 90€ per provare non sia una spesa eccessiva, soprattutto nel caso di installatori professionisti, potrebbe essere un investimento rivelatore…

Strumento per misure car hi-fi

24 10 2007
Davide

Il finale a transistor con il pre a valvole è di antica generazione: non solo US Amps ma anche la Res stessa e Vanber produssero elettroniche cosidette “ibride” come quelle da te citate. Il problema non è tanto quello, quanto quello della microfonicità delle valvole, fisicamente molto vicine all’alimentatore/survoltore interno all’ampli. La scelta infatti, si fece su finali a transtistor con pre esterno, A PARTE, così si scongiuravano gli effetti collaterali e in più si poteva scegliere sia l’ampli che il pre in tutta libertà e senza costrizioni…

Anche Soundstream, allora, fa un pre valvolare tipo mezzo din non da plancia, con annesso crossover e via dicendo. Io stavo puntando ad una ad un pre di qualità innanzitutto, a cui togliere tutto ciò che in quel senso non ci serviva. Non ad un prodotto X a valvole… La circuitazione è talmente semplice che chiunque è in grado di sviluppare qualcosa. Il problema poi sta nel farla suonare bene, e farla suonare in auto, con tutte le vibrazioni e la solita microfonicità… E questo non è da tutti i giorni…

Guardando i parametri di quel car-meter (in effetti non è un pre, ma un aggeggio con lancette e lucine colorate) scopriamo molte cose interessanti:

Rapporto S/N in primis: 80 dB
Output: 0.7 V RMS (se avevate la radio con pre a 5V sognateveli)
THD dello 0,3% (al pari dei finali Majestic o similari)
Tubo 12AU7: 7,95 dollari di valvola…
Pressione sonora: -20 / +3 dB (quindi in sostanza non preamplifica, fa l’esatto contrario)

ecco il datasheet ufficiale sia in inglese che in italiano:

Strumento di misurazione a lancette

E non abbiamo nemmeno parlato di microfonicità e di tensione anodica…

In particolare, i parametri di THD e Output ci fanno capire come la tensione anodica non venga dimensionata a dovere. Un alimentatore di un pre, e ormai lo sapete bene, è grosso più o meno come un’autoradio (dato che tira su fino a 500 Volt) ed in aggiunta a quello vi è il pre vero e proprio, grosso anche lui più o meno uguale…

Com’è possibile che riescano ad infilare tutto lì dentro, oltre alle lancette e alle lucine, intendo?

Quello che intendevo io, invece, non era un pre da plancia, ma un pre a mò di crossover elettronico, da montare FISICAMENTE appena prima dell’ampli…

Tipo questo:
Pre 6 canali
ma prendendone sono una delle tre parti!

Se avessi un biamplificato ed uso Front/Rear per l’anteriore ne monto due, altrimenti uno solo, dove voglio, ma lo faccio appena a monte dell’ampli, non appena a valle della sorgente.

Quello lì che dici tu, indipendentemente da quello che fa e da come lo fa, è uguale come concezione al DMT4 o al vecchio pre della Tec (se non erro) i quali implicano l’installazione in doppio din o multiple installazioni dato l’esiguo numero di uscite.

25 10 2007
Francesco

Certo, infatti ho specificato che “conosciamo la qualità distribuita li”. Il pre Soundstream mi era sfuggito, ed è gia una buona via di mezzo, visto che si ha una sola uscita, se non erro, ma viene meno di 500€ di listino. A questo punto suppongo che tu voglia non un sostituto del pre della sorgente, come i vari HSS, ma un componente da inserire tra sorgente, che gestirà il segnale tramite il proprio pre e processore, e l’amplificatore, per poter dare al suono il caratteristico calore dei tubi, ma senza rinunciare alla comodità della sola sorgente da gestire e del “nascondere” la valvola.

25 10 2007
Davide

bravissimo… come una sorta di elaborazione…

Nelle moto avviene una cosa logicamente analoga:

prendi il tuo mezzo, apri la sella dove trovi sotto la centralina, stacchi i vari cablaggi ed inserisci un Power Commander che tramite PC riesce a rimappare tutto quello che vuoi (un pò come fa il processore). L’idea è proprio quella:

una volta che l’impianto è terminato
come ultima cosa
stacchi i pre dagli ampli interessati
e inserisci il mini-pre

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