Il problema di Luca P.

28 11 2007

Questo articolo nasce come riassunto di una serie di commenti tra me, Minoz e Luca P., a riguardo dell’ argomento digitale/analogico nella trasmissione dei segnali ed implementazione con la sorgente che Luca P. possiede. Ho voluto dedicare a questa serie di commenti un articolo apposito, dato che il soggetto di discussione è piuttosto interessante e complesso, così da poter integrare i testi ad eventualmente qualche immagine di riferimento. Nell’articolo riguardo la resistività – cavi in rame o cavi in argento, venne postato questo commento, da cui si scatenò tutta l’avvincente questione.

Luca P.
mmm…non è direttamente attinente ma, avrei una domanda? Ho preso un convertitore esterno e quindi userò un cavo ottico per coprire il tratto più lungo (dalla sorgente in plancia al convertitore nel baule…dove sta pure il pre e gli ampli). Mi illudo soltanto se credo di avere una connessione migliore anche rispetto al più costoso dei cavi in argento? La fibra ottica dovrebbe essere la miglire connessione in assoluto (oltre ad essere digitale)…credo. Costa pure meno il cavo. Magari è pure meno soggetta ad interferenze? Davide illuminami please

Davide
Meglio ancora a livello sonico il coassiale elettrico, poichè eviti una conversione. Ma si entrerebbe in un’altra questione (approfondita poi in questo articolo, ndr). Quindi vai pure tranquillo con l’ottico. Il passaggio di luce non “affligge” il cavo così come la corrente, in questo caso quindi, rispetto ad un conduttore vero e proprio hai meno resistività, di qualunque materiale esso sia.

Luca P.
provvidenziale come al solito. Certo è che l’altra questione (la differenza fra segnali digitali) non mi sembra che sia stata ancora trattata. L’articolo sui convertitori D/A non ne parla espressamente (o sbaglio?). Può essere questo ufficialmente uno spunto per il tuo prossimo post?

Davide
Dato che la trattazione, seppur superficiale, di quantizzazione e conversione, è già piuttosto complessa, ho preferito centrare il discorso su altro. In effetti questo post:
Risoluzione effettiva di un DAC
nasce come complemento di questo:
Come scegliere l’autoradio
dove analizzavo le caratteristiche che una sorgente doveva avere e menzionavo il DAC.
Di sicuro a breve arriverà un post specifico (quello appunto linkato precedentemente, ndr) anche riguardo la natura dei vari segnali digitali, così come è stato per il segnale analogico, di linea e di potenza:
Gli RCA e i cavi di potenza
E per la “variante” bilanciata:
Bilanciato, semi-bilanciato e sbilanciato

Minoz
Mi imbuco anch’io: la fibra ottica non è, come si può intuire, un mezzo di trasmissione perfetto. Mezzi di trasmissione perfetti non esistono. La fibra ottica è una “guida d’onda” (ne esistono di svariati tipi), cioè consente ad un campo elettromagnetico (in questo caso la luce) di essere “guidato” lungo una certa direzione. Come tutti i mezzi di trasmissione, le fibre ottiche presentano le loro perdite (quantificate di solito in dB/km). Ovviamente, per tratti brevi (qualche centinaio di metri), queste perdite risultano insignificanti. Sulle lunghe tratte, pur necessitando di amplificatori “rigeneratori di segnale” ogni tot chilometri, le fibre ottiche risultano il mezzo di trasmissione migliore rispetto ai cavi metallici (ad alte frequenze anche i cavi metallici sono “guide d’onda”).
Per quanto riguarda l’errore di conversione, questo problema si riduce sensibilmente aumentando la risoluzione dei convertitori A/D prima e D/A dopo. Ciò si paga con un aumento della quantità di informazione da trasmettere.
Concludendo, per quel che riguarda l’impianto stereo di un’automobile, viste le lunghezze dei cavi in gioco e le potenze, le fibre ottiche sono sprecate per questo utilizzo. Molto meglio usarle per applicazioni a grande distanza e in cui sia necessaria un’elevata quantità di informazione trasmissibile per unità di tempo.

Luca P.
Agliagliagliaiai….ho un grosso problema. Mi sono fidato di informazioni date frettolosamente in base alle quali, l’interfaccia JVC per iPod viaggiava in digitale. Un tecnico che ha studiato appositamente i circuiti del KS-PD100 (l’intefaccia JVC) mi ha detto che invece è tutto analogico. Lo stesso autoradio (ovviamente) non converte nulla ma si limita a prendere il segnale analogico dall’ipod e lo butta fuori così com’è (anche perchè il mio autoradio, KV-AVX33, non ha uscite digitali).
Ora però ho già comprato (maledetto me) il convertitore estrno HSS (per fortuna usato…almeno).
Quindi devo scegliere: o provo a rivenderlo o trovo un modo per convertire il segnale in digitale appena uscito dalla sorgente in modo da farlo viaggiare su coassiale. Diventa una questione di convenienza qualitativa (vale la pena la doppia conversione pur di viaggiare in digitale il segnale fino al baule) e, soprattutto, economica (quanto spenderei per dei cavi analogici performanti quanto i digitali). Inoltre mi chiedo se esista un convertitore analogico-digitale.
Ho bisogno del vostro consiglio…help me!!

Davide
La strada non è delle più corrette:
il nostro problema non è tanto lavorare con le tratte lunghe in digitale, bensì quello di prelevarne i benefici a monte della conversione analogica.
Installare un convertitore A/D, fattibilissimo fisicamente, non è di certo niente di performante, anzi, oltre alla conversione interna e ai problemi del pre interno della sorgente, si aggiungono le questioni relative al secondo ed al terzo passaggio: i due convertitori esterni….
Ma sei sicuro che l’AVX-33 non abbia uscita ottica??????? Mi sembra stranissimo…
Al di là di questo, se la tua idea era quella di sfruttare la conversione esterna di un DAC con determinate qualità, collegarlo ad un i-Pod sarebbe stato più che degradante comunque.
In sostanza: un DAC esterno si acquista quando ho innanzitutto un sistema di qualità a valle e a monte, ma avere un DAC esterno ed un pre a valvole per poi collegarci un lettore mp3 rappresenta un bel collo di bottiglia alla qualità finale.

Luca P.
Non eri proprio tu quello che decantavi la capacità delle valvole di amplificare maggiormente le armoniche pari in luogo di quelle dispari. Proprio questa caratteristica dovrebbe migliorare il suono anche se ab origine non perfetto.
Parliamoci chiaro, so bene che l’iPod si allontana molto dal concetto di audiophile, ma ho deciso di fare questo sacrificio in cambio dell’infinita accessibilità di un sistema musicale basato su hard disk da 60 Gb.
Certo, almeno non ho lesinato sul bitrate..anzi. Tutti i miei mp3 sono a 320Kbs e hanno subito un trattamento con Adobe Audition (uno dei mogliori programmi) per normalizzare, equalizzqare in flat, ed esaltare (solo un pizzico per carità) l’effetto stereo. Attenzione a questo ultimo trattamento: è molto diverso dal loudness. Inoltre, non sapendo se fosse effettivamente un vantaggio, per non sbagliare, ho fatto un upsampling a 48 khz. Se poi ci mettiamo che ogni tag è completissimo con tanto di foto dell’album, forse qualcuno mi comprenderà se non ho saputo resistere alla tentazione.
Per quanto riguarda il JVC, come ho mio malgrado scoperto, solo l’AVX11 ha l’uscita digitale ottica. Stranamente i due modelli successivi no. Va a capire. Comunque. Credo che ascolterò il tuo consiglio e darò via il convertitore. Sarebbe uno spreco visto che i CD non li ascolto mai. Userò il segnale analogico con dei cavi thender in rame. Prenderò i migliori che ci sono con questo materiale. Il mio istallatore me li ha consigliati….chissà se ha ragione.

Davide
Certamente è giusto decantare le valvole per quello che fanno. Però, scusa il paragone: la Ferrari è ancora una Ferrari se gli mettiamo gasolio nel serbatoio?
Questo è il termine in cui ho dato quella considerazione e la risottolieo, poichè personalmente è un principio ed un dato di fatto: installare un pre valvolare ed un DAC esterno con a monte un lettore mp3 PERSONALMENTE non lo ritengo molto differente dall’installare una sorgente di alta fascia, utilizzarne i suoi DAC e preamplificatore, ma ascoltare i cd.
La compressione, più o meno elevata c’è e anche una traccia a 320 kbps, contro una a 1411, come fa un comune software di grabbing, è ben differente. Proprio in questo senso cala il vantaggio del triodo che al di là del discorso armoniche pari o dispari è in grado di esaltare quell’ambienza e ariosità che con l’encoding abbiamo tagliato di netto.
La cosa tosta che puoi fare, dato che ora mi dici che il cd non lo useresti praticamente mai, è quella SE MAI di estrapolare l’uscita digitale dell’I-Pod e inviarla al convertitore. Dato che hai il pre il volume lo gestisci da lì e a questo punto vai a vendere la radio, piuttosto che il DAC…
Cavi di buona fattura ce ne sono della Thender come hai detto tu e anche Monster Cable, G&BL e Van Den Hul

Luca P.
Escludere l’autoradio è un’ipotesi da escludere: ne ho bisogno come sorgente multimediale in genere (film, radio e , fra poco, tv digitale terrestre). Inoltre controllare tutto (compreso l’iPod) con un unico telecomando, è una comodita a cui non voglio rinunciare.
Ma la vuoi sapere una cosa interessante…la persona da cui ho comprato il pre ed il DAC hss (usati) si riforornisce direttamente da Andrea Filippi (abita lì vicino). Mi ha consigliato di telefonare direttamente ad Andrea per avere informazioni in merito all’estrapolazione del segnale digitale dall’iPod. Andrea mi ha risposto personalmente dicendomi che se, da un lato, si potrebbe ovviare al fatto che l’interfaccia iPod viaggia in digitale (modificando l’ìinterfaccia), dall’altro sarebbe probabilmente inutile dato che sulle nuove autoradio JVC (dopo l’AVX11) l’estrapolazione del segnale digitale (dall’autoradio) probabilmente non si può fare. Non ho capito bene il perchè ma sembra infatti che il processore DSP interno impedisca tale operazione. Lui ha detto che controllava lo schema dei circuiti e mi faceva sapere.
A questo punto però, vorrei sapere se la tua offerta (davide), è ancora valida. Se sei in grado di modificarmi sia l’interfaccia che l’autoradio in modo da avere un segnale digitale in uscita da quest’ultima e comprensivo dell’iPod, ti mando il tutto e mi fai direttamente tu la modifica. Se puoi controllare la fattibilità, fammi sapere il risultato (così ti telefono e ne parliamo a voce).

 

In sostanza, Luca dice: “Possiedo un DAC migliore (esterno) e un pre migliore (a valvole) di quelli interni della sorgente, voglio utilizzarli per lavorare in digitale sia con tutto ciò che di digitale possa estrapolare dall’autoradio sia con tutto ciò che di digitale possa estrapolare dal lettore mp3.”

 

La mia risposta:

Vediamo di chiarire quali siano le questioni

Prima questione: facciamo un attimo conto che il lettore non sia un lettore ma un caricatore e che l’interfaccia non ci sia. Si parte quindi già in analogico, il caricatore “eroga” un suono analogico 2 canali, che viene trasmesso insieme ai segnali dei controlli traccia alla sorgente.
Quando premiamo il pulsante source, func o quello che è, abilitiamo in sostanza un ingresso ausiliario, tale e quale ad uno universale a livello logico: entrambe sono collegati al preamplificatore interno della autoradio (collegato a sua volta al “pomello” del volume), ma quello J-Bus è in grado anche di gestire direttamente i brani dei dischi.

La situazione è quindi questa:
L’audio di:
– uscita DAC interno
– uscita sintonia FM
– ingresso ausiliario RCA
– ingresso J-Bus del caricatore

finiscono tutti nel pre interno collegato al volume e vengono selezionati dal tasto di scelta della sorgente

mentre il solo ingresso ausiliario è escluso da qualsiasi tipo di circuitazione abilitata alla gestione dei controlli.

Prima questione, primo problema: se l’ingresso “caricatore” è analogico, non è possibile sfruttarlo per la trasmissione di un segnale digitale. Nel senso che anche estrapolando il segnale digitale del caricatore (il clarion lo da già di serie in ottico) comunque sia dovresti prima passarlo in un dac esterno per poi inviarlo alla sorgente già “analogicizzato”, ma perdi le possibilità di controllarlo (il sistema clarion, infatti, nasceva per installare sul cd-changer il decodificatore DTS in digitale con controller separato). Quindi, abbiamo detto, anche avendo a disposizione il segnale digitale non lo puoi immettere in un ingresso analogico, perchè il preamplificatore non è in grado di gestirlo a livello audio, nè esiste una circuitazione di controllo.

Seconda questione: togliamo di mezzo il caricatore e mettiamoci l’interfaccia e il lettore mp3. Se il lettore eroga in analogico, l’interfaccia nasce per gestire quel tipo e solo quel tipo di segnale, e farà da tramite tra lettore e sorgente, di modo da poter inviare oltre all’audio il controllo volumi e cambio traccia. Ma se anche fosse possibile estrarre il digitale dall’interfaccia, che non si può perchè gli arriva solo l’analogico dal lettore, come fai poi a inviarlo all’ingresso cd, che è analogico pure lui?

Seconda quesitione, secondo problema: oltre al J-Bus analogico si aggiunge l’interfaccia, analogica pure lei.

Terza questione: visto che l’interfaccia i-Pod e l’ingresso J-bus dedicato sono in grado di gestire i soli segnali analogici, li bypassiamo, così da lavorare direttamente in digitale già a partire dall’uscita del lettore.

Terza questione, terzo problema: se anche fosse possibile entrare in digitale nella sorgente, “deviando” poi il segnale direttamente verso il DAC esterno, non passiamo più nè dal pre interno nè tantomeno da eventuali circuiti di controllo, comunque non disponibili per il lettore esterno ma solo presenti per la meccanica. Quindi, il volume lo regoliamo dal pre esterno ma il cambio traccia sarebbe disponibile solo sul lettore, poichè la radio, in questo caso, funge solo da ponte digitale per la trasmissione del suono, ma non per la sua gestione. E quindi perchè inserire l’audio digitale estrapolato dall’i-Pod nella Jvc, se questa non se ne fa niente e non può comunque fare niente? Tanto vale lasciarli indipendenti e l’unica soluzione, purtroppo, è utilizzare uno switch manuale in base alla fonte che ci interessa ascoltare, dato che il DAC Hss può sì ricevere due ingressi, ma uno coassiale e uno ottico, e voglio vederti a trasformarne uno dei due artigianalmente cosa ti costa.

Ultima questione: dall’ottica del disco abbiamo detto che il segnale viene inviato al DAC interno. Ma questa sorgente in particolare monta un decodificatore Dolby Digital, che lavora in maniera differente. Il segnale digitale in ingresso, anzichè essere convertito in analogico direttamente seduta stante,

– viene prima inviato allo stadio di processione, sempre nel dominio binario
– che separa in 5.1 canali ed elabora in funzione della collocazione spaziale di quel dato suono (front, rear, sub, centrale)
– e solo ora convertito in analogico da più di un DAC, o comunque da un DAC a 5.1 uscite

Tutto in un unico microchip minuscolo ed integrato, 2 cm x 2 cm, da 80 pin ancor più microscopici…!
Non dico non sia possibile, ma di sicuro non è immediato così come nel caso di un D/A 2 canali interno separato dove VEDI fisicamente il percorso del segnale…
Ultima questione, ultimo problema: non potendo inviare al DAC esterno il secondo degli unici due segnali digitali, tutto ciò che ha a che fare con l’autoradio sarà analogico, e perdo il vantaggio di un convertitore di altissima qualità.

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