Occhio alla bandiera!

10 01 2008

“… da qualche tempo avevo intensificato di molto il lavoro con il computer, dandoci dentro parecchio, non potendo non notare come ogni qualvolta volessi fare qualcosa il sistema aveva sempre da ridire. Io facevo tutto quello che voleva e pur schiavizzandomi non riuscivo ad ottenere il risultato sperato.
Installavi un programma e dovevi dirgli “avanti” 10 volte senza la certezza di riuscire nell’intento; e in più quando lo disinstallavi dovevi anche andare in cerca nel filesystem di tutto quello che si era perso per strada. Così come in tantissime altre applicazioni di uso quotidiano: tante finestre, una sopra l’altra, domande a trabocchetto, problemi con la rete, problemi con muri di fuoco, rallentamenti continui, virus, spie, vermi, problemi in ogni dove, peripezie da indiana jones.
Poi ebbi la fortuna di approfondire la cosa, capendo che non ero io a ragionare male, ma che era il computer che si rifuitava di seguire la mia stessa linea logica. E così mi domandai: “Ma se il computer deve aiutarmi, velocizzare le operazioni, da quelli più semplici a quelle più complicate, perchè devo pure essere costretto a pensare come lui?” Girovagando come un naufrago nella rete scoprii che non tutti avevano i miei problemi e chiesi come mai. Dissero che era colpa di una cosa chiamata architettura del computer e di una chiamata software operativo. E che sono ste cose? Non ricevendo risposta ma volendo risolvere i problemi mi arrangiai (chi fa da sè fa per tre).
Trovai tra i menu del mio desktop un icona che mi invitava ad aggiornare il software (sarà mica lo stesso software che dicevano loro?). Così cliccai con animo pregustando una macchina spaziale dalla velocità e flessibilità inaudita (gliela faccio vedere io a quelli là se ho l’architettura sbagliata…), ma dopo settimane di click e configurazioni la situazione era addirittura peggiorata. E sì che avevo fatto come avevano detto, avevo aggiornato il sistema operativo del computer… Ora addirittura mi chiedeva di autorizzare qualsiasi operazione, anche quelle della calcolatrice (diceva che era per la sicurezza). Non ce la faccio più.
Approfondendo ancora notai come una nicchia di persone che usavano un programmino chiamato OS X sembrava invece fossero molto contenti ed esenti da complicazioni. Tentai di scaricarlo, niente da fare. Lo comprai, niente da fare, il sistema mi era ancora avverso e non me lo faceva installare. Dopo aver martoriato per mesi il mio computer (poverino) con tutti questi tentativi da neohacker, mi accorsi di una cosa che non avevo mai notato prima, forse avevo esagerato: una bandiera. Una bandiera che appariva qua e là che invocava pietà. Ma non era una bandiera bianca, come si è soliti vedere, era una bandiera a scacchi colorati. Colorati forse è perchè avevo la scheda video con 256 colori (di più non avevo potuto, servivano dei driver, ma già 256 sono tanti, no?…). Mi dissero che se in un computer vedi quella bandiera significa che devi mollare, che sei arrivato al punto di non ritorno, che sei alla frutta, che è meglio perdere le speranze, in sostanza.
Capii che ero nei pasticci veramente. Buttai nel cestino il computer e, mano al portafogli, mi recai in un multimedialissimo megastore della mia città per acquistarne uno nuovo. Ma com’è possibile?! Anche lì tutti i pc sventolavano la bandiera a scacchi colorati… Forse sono già rotti perchè sono in esposizione e ci mette mano chiunque? Anche il mouse, infatti, aveva il tasto spaccato in due come il mio a casa. Che brutta immagine che danno ai clienti, però. Ma non volevo tornare con le mani vuote, a me il computer serve per davvero, io ho bisogno del Blocco Note (c’erano anche tanti altri programmi nel vecchio computer, ma funzionava solo quello, ed è con quello che avevo imparato a fare tutto, quindi ne ho bisogno!!!). Un tecnico con il camice bianco e il cartellino mi si avvicinò, ma probabilmente non era un tecnico del centro commerciale perchè mi parlava di come andava la mia vista (e che c’entra? Io voglio comprare un computer). Probabilmente si era infiltrato per acquisire clienti sotto copertura. Uffa, prima i virus e ora la vista, ma che sono, in ospedale? Forse ai computer serve proprio tanta assistenza qualificata… Girai lo sguardo e me ne andai di fretta, prima di ritrovarmi senza un rene, magari. Vidi in un angolo un piccolo gruppetto, andai verso di loro per capire quale fosse l’oggetto della loro discussione: un computer tutto dentro ad un monitor, camera integrata, microfono integrato, masterizzatore, schede audio, video, schede di rete, tutto lì dentro. Bellissimo. Lo comprai e da allora mai più problemi o bandiere a scacchi colorati. Ho fatto bene a buttare l’altro computer, era troppo vecchio (e sì che l’avevo pagato 5000€, con quel processore e tutta quella ram – mi avevano detto fosse necessaria). Che brutto non sapere niente di computer. Ma chissenefrega, ho un iMac che fa tutto da solo e lo fa anche meglio…”

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