Sedurre una donna

10 01 2008

Scusate se continuo a divagare, ma dopo aver scritto “Occhio alla bandiera!” mi sono dato alla ricerca smodata di comic posts sull’argomento. Mica possiamo sempre parlare di elettroni e decibel, giusto? Anche questa è troppo bella. Fonte: amicigg.it

Programmatori e donne

Noi programmatori siamo abili a smanettare con i computer e la tecnologia, ma siamo terribilmente negati con le donne.

Gli “hacker” che sono indubbiamente i più portati tra i programmatori sono anche quelli che possono avere più problemi con le donne, vi riporto una storia che è ormai un vero e proprio cult, un esempio di cosa succede quando un programmatore, anzi un vero hacker, decide di abbordare una donna.

hub godzilla

Il problema:

coppia a letto

Da qualche tempo sentivo come un bisogno insoddisfatto. Non ero certo di cosa fosse, era come una strana sensazione alla bocca dello stomaco e al basso ventre. Come la mancanza di qualche cosa di tenero.

Ho provato ad affrontarlo nei soliti modi: ho installato una nuova scheda video con 512MByte di VRAM a uno zillione di MegaHertz. Disegna in un secondo più poligoni di quanti ne immaginasse in un’ora una intera comune di hippie sotto acido negli anni ’60.

Eppure, niente da fare. Il bisogno era ancora lì. Come se non fosse stata QUELLA la morbidezza di cui avevo bisogno. Ma cosa si può volere di più che uno zillione di poligoni?

Mi misi a partizionare l’hard disk e a provare nuove distribuzioni di GNU/Linux, una attività che dà grandi soddisfazioni. Ne ho installate 25, tra cui Red Flag Linux, la distribuzione del governo cinese. Ha lasciato alcuni effetti collaterali: ora all’avvio il computer, invece che – BIP !-, fa una breve versione de L’Internazionale in cantonese. Ho provato anche Crescent Moon Linux, la distribuzione di Al Quaida, ma ho lasciato perdere alla selezione della partizione di root: il puntatore era un piccolo aereo, la selezione un piccolo grattacielo che prendeva fuoco. Mi è sembrato un po’ eccessivo; ma soprattutto, non c’era l’opzione per un installer testuale, cosa davvero grave.

Niente da fare: il bisogno alla bocca dello stomaco era rimasto, nonostante le 25 distribuzioni.

Ho formattato e reinstallato Windows, erano 3 giorni che non lo facevo e cominciava ad essere instabile: nessun risultato utile per la mia situazione, ma ora ci mette 7 secondi in meno a riavviare.

Solita sensazione alla bocca dello stomaco.

Ho cercato su google, ho chiesto su mailing list e newsgroup (alt.mouth.of.the.stomach.various), ho anche consultato un paio di GNU/Linux HowTo a caso, per cui ora saprei usare Samba per condividere una vasca di pesci rossi usando segnali di fumo come canale wireless. Chissà, può sempre tornare utile.

Ma di soluzioni per questa sensazione di bisogno nessuna. Niente, nix, nada, nothing.

usb paperi

Alla fine ho fatto ciò che ogni informatico che si rispetti fa solo quando è VERAMENTE alla frutta: ho chiesto ad un amico.

Aldo è un amico davvero stretto: a volte mi chiama anche se non ha un problema che non sa risolvere con il sistema operativo. Ed ogni tanto, magari ogni due o tre anni, parliamo anche di cose che non hanno a che fare con il computer. Non che ci sia molto da dire, ma io ci provo perché sembra fargli piacere. Qualche tempo fa, per esempio, mi diceva della sua bicicletta nuova. Io gli ho chiesto se ci girava sopra Linux e lui mi ha guardato strano; però ci ho provato.

Comunque sia, ho chiesto ad Aldo.

Ci ha pensato un po’ sopra, mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto, guardandomi fisso negli occhi:

“Secondo me tu hai bisogno di una donna”.

Una donna! Normalmente mi sarei messo a ridere, avrei dichiarato che ho bisogno di una donna quanto ho bisogno di una memoria USB a forma di papero, o di un Hub USB a forma di Godzilla. Però dentro di me, da qualche parte, stranamente sentivo che poteva avere ragione: che forse era quella la mancanza di tenerezza che avvertivo. Dopo tutto, io POSSIEDO una memoria USB a forma di papero (USB 2.0, 256 Mega, si illumina quando si trasferiscono i dati, ed anche un Hub USB a forma di Godzilla). Forse tutto ciò significa qualche cosa. Forse ho cercato di sublimare delle carenze di affetto (eppure, chi può resistere a un Hub USB a forma di Godzilla? Chi?).

Forse ho davvero bisogno di una donna. In effetti, da qualche tempo cambiare i temi di KDE non mi dà più la soddisfazione di un tempo. Nemmeno gli zillioni di poligoni mi entusiasmano come una volta. E raggiungere l’hi-score mondiale in X-Bill mi sembra sempre meno utile.

Una donna.

Ho salutato Aldo e sono corso a documentarmi. Allora, pare:

  • che le donne siano la parte femminile dell’essere umano, essenziali per la riproduzione
  • che non siano programmabili ad oggetti
  • che anzi si arrabbino moltissimo se trattate come tali
  • che, contraddittoriamente, con loro sia necessario usare vari metodi particolari
  • che tali metodi non siano però documentati in nessun manuale di API: ho anche cercato un qualche “female handling howto” senza alcun risultato che possa essere mostrato a un minorenne
  • che preferiscano argomenti di conversazione su abbigliamento, profumi e cose “carine” (cosa può esserci di più carino dell’Hub a forma di Godzilla? Gli diventa rossa la bocca quando è connesso!)
  • pare che si incontrino FUORI, a meno che non ce ne sia già una in casa, per cui parte dei problemi sarebbero già risolti (e ne nascerebbero molti altri però). A meno che non sia una “sorella” o una “madre”, che non vanno bene al caso nostro.
  • pare sia noto che gli informatici non hanno molto successo con le “donne”. Strano, però: IO non ho mai provato a gareggiare con loro, non capisco come sia possibile sapere che non avrei successo. Basta che ne sfidi una a X-Bill o a ForzaQuattro, poi vediamo chi ha successo e chi no.

Azione

Armato del mio bagaglio di conoscenze, ho deciso di andare dove nessun informatico è mai andato prima:
a cercarmi una donna.

Seguono le mie osservazioni.

Giorno 1 :
Sono uscito in strada, ho visto che c’erano varie donne in giro. Trovarne una non sembra poi così difficile. Ne ho avvicinata una, che però mi ha guardato con gli occhi sbarrati e si è allontanata affrettando il passo. Ho provato con un’altra, è successa la stessa cosa.

Alla decima donna, ho deciso di capire cosa c’è che non va in loro. Proverò a chiedere ad Aldo

Giorno 2 :
Dice Aldo che è il caso di vestirsi in modo decente, farsi una doccia e lavarsi i denti. Gli ho fatto notare che ero perfettamente vestito (sandali, calzini verdi, pantaloncini corti, maglietta della Debian, vestaglia da casa), infatti non avevo preso freddo e non ero stato arrestatoper atti osceni in luogo pubblico (mi è successo un paio di volte, poi ho imparato che è meglio non avere organi genitali a penzoloni). Gli ho anche ricordato che mi ero già fatto la mia doccia mensile, nonché il mio lavaggio di denti. Dice che non basta.

Cominciano a sembrarmi un po’ esigenti, queste donne.

Giorno 3 :
Mi sono lavato e vestito seguendo i consigli di Aldo: scarpe, calzini scuri, jeans lunghi senza macchie, maglietta grigia, camicia senza loghi: è incredibile che ce ne fosse una in casa, doveva essere del mio povero nonno. Non mi sento per niente comodo ma la cosa ha dato i suoi frutti: sono riuscito ad avvicinare alcune donne senza che fuggissero. Probabilmente il più è fatto.

Alla prima ho detto: “Ciao, vuoi venire a vedere il mio computer? E’ un SMP a quattro vie, 2 Giga di RAM, ricompila il kernel di Linux in dieci minuti e fa uno zillione di poligoni al secondo”, ma lei mi ha guardato stupita, ha detto “I don’t speak English” e si è allontanata. Tutte io quelle strane le trovo.

Anche la seconda ha fatto così. Pure la terza, anche se ha detto “Ursäktamen jag pratar svenska, inte engelska” mentre si allontanava.

Devo cambiare tattica.

Aldo consiglia di non essere troppo monotono con gli argomenti, di parlare anche dei miei successi personali.

Giorno 4 :
Sempre lavato e vestito (ma non farà male, tutto questo sapone?), questa volta ho provato con “Lo sai che una volta Linus Torvalds ha risposto per mail ad una mia proposta di un nuovo modulo per il kernel?”, ma non ho avuto successo.

Ma di cosa parlano, queste donne?

Aldo consiglia di essere più giocoso.

Giorno 5:
“Ieri mi sono connesso per 10 ore a Ultima On-Line ed ho sconfitto il chierico nero di Asvalon in uno scontro all’ultimo sangue, quasi mi batteva quando il suo minotauro mannaro non-morto ha fatto il respawn, ma l’ho sorpreso con una pioggia di meteore urlanti e non ha avuto scampo”, niente anche questa volta.

Il mistero si fa più fitto.

Dice Aldo che per strada è di solito più difficile: dovrei provare in un locale.

Giorno 6:
Mi sono recato nel locale che conosco meglio: ho provato ad avvicinare una donna al Computer Discount, stava guardando delle stampanti e le ho spiegato lungamente i vantaggi dei modelli in cui è possibile ricaricare le cartucce. Sembrava interessata, poi però quando le ho proposto di venire a vedere come si faceva a casa mia si è improvvisamente irrigidita, ha detto “no, grazie” e si è allontanata.

Giorno 7:
Questa volta ho provato con una donna nel settore masterizzatori: l’ho illuminata sulla differenza tra DVD-RW e DVD+RW. Lei mi ha guardato decisamente riconoscente, ed ho capito che era fatta. Quando le ho proposto di venire a casa mia a vedere come funzionavano i vari formati sui miei 6 diversi lettori DVD, di cui uno solo ed unicamente per gli Anime in giapponese, ha esitato un attimo ma poi ha detto di sì.

Stranamente, una volta entrata in casa mia, si è portata la mano alla bocca, si è girata ed fuggita urlando qualcosa che, a causa della mano, non ho capito bene; credo che fosse “oiiioo checcchioooo”, ma non ne sono certo.

Aldo dice che prima di portare una donna a casa mia, dovrei eseguire alcuni riti chiamati “riordinare”, “pulire” e anche, pare, “lavare la biancheria sporca che comincia a mostrare segni di crescita di colture verdastre”.

Non so: a casa mia, io mi ci trovo bene, non capisco. Ad alcune mutande sul pavimento mi ci sono anche affezionato, si muovono e mi salutano quando passo.

Giorno 8:
La pulizia ha richiesto più tempo del previsto. Alla fine sono riuscito a sistemare tutto, peccato aver dovuto usare il lanciafiamme. Ma sono sicuro che nel giro di qualche giorno l’odore di napalm se neandrà.

Aldo dice che tra qualche giorno verrà a trovarmi per vedere come mi sono sistemato. Per ora continuo con le esplorazioni dell’universo “donna”. Dice Aldo che con “locale” intendeva un locale notturno. Sono andato in un pub, ho bevuto una birra e con la testa particolarmente leggera ho avvicinato una donna che mi aveva sorriso (credo che il mio inciampare su di un gradino per poi sbattere la fronte sul bancone abbia contribuito, ma noi seduttori non ci preoccupiamo dell’origine delle occasioni che ci si presentano, ci limitiamo a sfruttarle). Ho visto che vicino al suo tavolo c’era una confezione di ForzaQuattro. Le ho proposto di giocare con me: l’illusa ha accettato. Ho così dimostrato la falsità delle illazioni sull’insuccesso degli informatici con le donne: ho vinto tre partite di seguito.

Poi le ho svelato il mio segreto: a ForzaQuattro non mi batte nessuno. Nessuno. Le ho parlato alcune ore della abilità a questo gioco, di come sono invincibile, imbattibile e immarcescibile; lei ha ascoltato sempre più colpita, anche se stranamente ha rifiutato di fare altre partite. Ad un certo punto si è coperta il viso con un cuscino ed ha finto di dormire: un chiaro segno di interesse. Così le ho raccontato delle mie ultime 23 partite al torneo intercontinentale di ForzaQuattro.

Poi per qualche ragione non è voluta venire a casa mia. Anche se le ho detto che avevo ben 10 diversi modelli di ForzaQuattro da mostrarle!

Giorno 9:
Ieri al locale ho riprovato ancora a fare colpo con la mia abilità a ForzaQuattro, con la descrizione del mio computer e con le mie gesta nei giochi di ruolo on-line: incredibile, non ho avuto successo nemmeno questa volta. Queste donne sembrano proprio aliene. Paiono interessarsi solo a persone che parlano loro di cose inutili.

Questa sera però è venuto Aldo a trovarmi, era diverso dal solito. Avrei dovuto accorgermene subito, ma non faccio molto caso a tutto quello a cui non si può attaccare una tastiera o, almeno, un cavo USB. Le calze a rete mi avrebbero dovuto mettere sulla buona strada. Anche i tacchi a spillo. Se non altro, la scollatura e quello che c’era dietro alla scollatura. Ma ero distratto.

L’ho fatto entrare, si è guardato attorno ed ha detto “carino, meglio dell’altra volta. Credevo però che tu avessi una carta da parati verde, che fine ha fatto?”

“Era muffa” ho risposto.

“Volevo chiederti che fine avevano fatto i rilievi floreali in bagno, ma forse è meglio di no” ha aggiunto.

Si è avvicinato. A quel punto ho notato qualcosa. Forse la scollatura. O il rossetto: decisamente devo aver notato il rossetto. O i capelli. Forse il profumo muschiato. Insomma, qualche cosa ho notato, mi sono accorto che Aldo era diverso dal solito. Che mi guardava in modo diverso dal solito.

“Non mi chiamo Aldo” ha detto Aldo non-Aldo, fissandomi negli occhi. Anche io provavo a fissarlo negli occhi, giuro, ce la facevo anche, ogni tanto: ma c’erano tante cose che stavo notando in quel momento. Soprattutto due. Dietro la scollatura. “Mi chiamo Katia, ho finto di essere Aldo per tutti questi anni perché stavo scrivendo un libro sulla comunità informatica italiana, e volevo vedervi al naturale. Se mi fossi presentata come donna, mi avreste trattata diversamente”.

“…” ho ribattuto, prontamente, e con il mio solito spirito ho aggiunto: “…”.

“Ma ora basta. Ieri ho consegnato il libro, non ho più bisogno di mentire: soprattutto a te.”

“…!” ho risposto.

Colpita, Katia ha sorriso e ha detto: “Baciami, stupido!”.

Giorno 10:
Per qualche motivo, Katia mi ha fatto buttare l’Hub a forma di Godzilla, ma non importa: tra di noi va tutto bene, e non sento più quella sensazione allo stomaco. Ho dimostrato oltre tutto che anche un informatico può sedurre una donna, basta che sia una scrittrice che si finge un uomo per documentare un libro sulla comunità hacker. Facile.

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3 responses

23 03 2008
alessio

mi sono divertito da matti.
un finale particolare.

bravisssssssimo.

8+
alessio da roma

28 03 2008
an

ma e una storia inventata o reale?, in caso il titolo del libero si puo avere

29 03 2008
Davide

Ma no, è una storia inventata…

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