Simuliamo un subwoofer con Bass PC

23 02 2008

Ora che abbiamo imparato ad usare Bass PC e Cross PC, vedremo come modellizzare un sistema reale e non solo “didattico.

Partiamo con Bass. In questa simulazione utilizzeremo un subwoofer RES, esattamente il PR300N32.

Dato che la cartella RES nella directory SPEAKERS è già presente, non è necessario crearne una appositamente.

Apriamo Bass, selezioniamo Altoparlante>Inserisce

Dopodichè procediamo all’inserimento dei valori del nostro subwoofer.



Il diametro equivalente non ci viene dato, ma dal datasheet possiamo notare come il valore dichiarato nella tabella di riferimento sia quantomeno in linea. Prendiamo per buono quindi 250 mm (a metà strada tra 300/240 e 320/260, dato che il diametro del cestello è di 312 mm). Notiamo però alcune discrepanze, come avrete notato il programma ha saltato qualche richiesta:

Vas e Cms non li abbiamo potuti inserire, li ha calcolati in automatico. La Cms è praticamente identica, 0.24 dichiarati e 0.25 calcolati, mentre il Vas è ben diverso: 99 dichiarati contro gli 83.62 calcolati. Fidiamoci del software e continuiamo (magari il parametro di Vas dichiarato è differente, affetto da errori o ricavato da un’analisi non identica).

Qes viene calcolato anch’esso in automatico, con logica ottima approssimazione, 0.3 dichiarati e 0.30 calcolati.

Il BxL è corretto: 15 dichiarati contro 15.62 calcolati

Ed infine anche la sensibilità è giusta, anche se apparentemente non sembra: 92 dichiarati contro 93.80 calcolati. Attenzione però, Res dichiara un valore di 92 dB con 1W/m, mentre il programma richiede un espressione in 2,83V/m su 8 ohm. Calcolando che la bobina mobile ha una resistenza di 3,2 ohm, il risultato è corretto (una bobina da 4 ohm mostrerebbe 95 dB).

Terminata l’operazione siamo in grado di salvare il nostro altoparlante, per poterlo eventualmente richiamare in futuro. Come dicevamo, la cartella RES è già presente, basterà quindi farla puntare dal programma ed inserire l’estensione .SPK del file.

Ora possiamo leggere la risposta simulata di Bass:

per poi cominciare a vedere come si comporta in configurazione a sospensione pneumatica.

CASSA-CHIUSA – FATTORE Q = 0.707

E le differenze con materiale smorzante interno:

Ed infine i parametri:

CASSA-CHIUSA – FATTORE Q = 1

E le differenze con materiale smorzante interno:

Ed infine i parametri:

 

Direi proprio che non ci siamo… Ma noi siamo dei veri sperimentatori, e non ci diamo per vinti. Tentiamo allora un approccio differente per la cassa chiusa, agendo sul volume interno del box anzichè sul suo fattore di merito.

CASSA-CHIUSA – VOLUME 35 LITRI

In questo modo ricalchiamo quasi quasi la risposta in aria libera simulata da Bass, con un leggero aumento di sensibilità da 50 a 100 Hz, in un picco massimo dell’ordine dei 2 dB. Meglio di così non possiamo fare… Passiamo quindi alla

CASSA-REFLEX – ALLINEAMENTO B4

Finalmente riusciamo a farlo scendere a dovere… Vediamo una netta differenza tra i due caricamenti. Come potete notare dal secondo grafico, la curva di escursione, sebbene più tormentata nella configurazione reflex, resta complessivamente sotto il livello di quella della configurazione in sospensione pneumatica, a validare la tesi che un subwoofer in cassa chiusa sia nettamente più stressato. In particolare, il picco verso il basso è proprio in corrispondenza dell’azione del tubo reflex, dove il cono si muoverà meno, dato che la mancata emissione verrà compensata dall’aria in risonanza nel raccordo.

Ed eccovi i parametri:

da dove leggiamo che la massima escursione è ben inferiore a quella consentita (6 mm contro i 22 di Xmax del cono), in corrispondenza dei 55,20 Hz. Il box risulterà anche piuttosto piccolo, 42.84 litri interni non sono tantissimi. Per scrupolo andiamo a verificare anche la risposta in

CARICO SIMMETRICO – FATTORE Q = 0.577/0.707/1

Come volevasi dimostrare… Una vera schifezza. In tutte e tre le versioni di default date da Bass, con i 3 Q differenti senza modificare alcunchè, la risposta è peggiorata nettamente. Tra le tre, forse quella che si salva è quella più a sinistra, con un fattore di merito di 0.577, ma non mi convince comunque. Confrontiamola con la precedente del Bass-Reflex:

Infatti avevo immaginato bene. Se il passa-banda del sistema ci permette quasi di eliminare il passa-basso dall’amplificatore e l’estensione in basso risulta magari anche maggiore (“pendendo” sostanzialmente di meno), perdiamo però 3 dB di efficienza… Ciò significa che per ottenere la stessa pressione acustica dovremo impegnare l’amplificatore nell’erogazione di una potenza doppia rispetto a prima, senza contare che tale caricamento implica un box dal volume interno di 21+28 litri, escluse logicamente le pareti interne di separazione tra le due camere, oltre che di un tubo reflex che per 126 mm di diametro ne richiede 464.89 di lunghezza (quasi mezzo metro).

 

CONCLUSIONI
Da una voluta breve simulazione abbiamo capito che questo subwoofer è in grado di lavorare “decentemente” già in cassa chiusa, sarà leggermente più sotto sforzo, ma già che si parla di un driver d’ascolto le potenze in gioco non saranno mai tali da precluderne la longevità.
Caricandolo invece in una cassa reflex otteniamo una risposta ben più estesa, con efficienza costante fino a 50 Hz, ingombro maggiore ma minor stress.


Azioni

Information

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger cliccano Mi Piace per questo: